Asl, tagli di 15 milioni i sindaci bocciano il piano
Contestate le riduzioni di spesa per farmaci, nuovi macchinari e personale Vasto e Lanciano votano contro, l’unico sì è di Di Primio. Schael: strada obbligata
CHIETI. Quindici milioni di tagli «obbligati» nel 2020 per ripianare una perdita di 33 milioni all’anno. Sulla base di questi grandi numeri, ieri, due sindaci su tre hanno bocciato il piano di investimenti della Asl: hanno detto no i sindaci di Lanciano e Vasto, Mario Pupillo e Francesco Menna del Pd, mentre Umberto Di Primio, sindaco di Chieti di centrodestra ma rimasto orfano di partito, ha detto sì. Assente il quarto componente del Comitato ristretto della Asl, Massimo Tiberini, sindaco di Casoli. «Aria fritta», così è stato definito il piano della Asl.
Al centro delle polemiche è finita la riduzione di 15 milioni «per spesa farmaceutica, acquisto di beni, servizi e dispositivi e personale». «È un passaggio obbligato», ha detto il direttore generale Asl Thomas Schael, «che non può essere messo in discussione da una Asl che ha una perdita di 33 milioni, a fronte della quale non può essere disattesa la richiesta della Regione di rientrare per la metà. Da parte della Asl», ha sottolineato Schael, «c’è il massimo impegno per mettere in atto misure di revisione della spesa senza penalizzare l’assistenza e impattare sulle garanzie di salute per i cittadini».
«Un piano strategico, di investimenti e un bilancio fatto solo di tagli su servizi essenziali e in cui i nuovi ospedali di Lanciano e Vasto non sono menzionati», ha detto Pupillo, «il taglio dei medici sulle ambulanze del 118 di Casoli, Lama dei Peligni, Villa Santa Maria e Guardiagrele è impresentabile. Ho votato per forza contro questi atti che danneggiano utenti e territorio. Non si può presentare un piano strategico fatto solo di tagli su servizi essenziali, come il 118 o addirittura con voci generiche: taglio di 7 milioni per beni e servizi: sì, ma quali?».
Sul 118 e le ambulanze senza medico a bordo, è stato trovato un accordo per prendere tempo. «Fino a primavera», ha detto Pupillo, «le ambulanze di Casoli, Lama dei Peligni, Villa Santa Maria e Guardiagrele saranno medicalizzate. Poi, la Asl presenterà uno studio, che farà in questi mesi sui tempi di percorrenza, e ci rivedremo». Poi, ha detto ancora Pupillo: «Ho fatto mettere a verbale che la Regione deve pronunciarsi definitivamente sui presidi dove manca pure il personale, e forse anche ad arte: si fanno scendere i servizi, per giustificare i tagli e le chiusure». «Abbiamo espresso contrarietà», ha detto Menna, «rispetto alla volontà di centralizzare i centri trasfusionali, il laboratorio analisi e l’anatomia patologica di Vasto e Lanciano con gravi ricadute sul personale e sulla qualità delle prestazioni».
In un video su Facebook, il sindaco di Rapino Rocco Micucci ha annunciato che se la delibera sulle ambulanze senza medico non sarà ritirata andrà in procura: «Non abbiamo bisogno di un servizio di taxi».

