Assaltano la gioielleria con le pistole in pugno

In due tengono sotto tiro la titolare, ora sotto choc. Ingente il bottino
VASTO. I pendolari del crimine tornano a colpire in città. Due malviventi, a volto scoperto e armati di pistola, ieri mattina poco dopo le 11 hanno rapinato la gioielleria Arte orafa, in viale Giulio Cesare a poche centinaia di metri dall’ufficio centrale delle poste e dal commissariato. Mentre uno dei due teneva la titolare sotto il tiro dell’arma, l’altro ha svuotato scaffali e vetrine. L’ammontare del bottino è da quantificare, ma da quanto si apprende, è piuttosto importante. La vittima è sotto choc. I malviventi sono fuggiti a bordo di una Fiat Sedici abbandonata in fiamme a San Salvo marina sul piazzale della chiesa della Resurrezione di nostro Signore. La polizia municipale di San Salvo, intervenuta sul posto con i vigili del fuoco, ha appurato che la Sedici era stata rubata nel mese di dicembre 2016 a Campomarino. Un dettagliato rapporto sulla drammatica sequenza è stato inviato all’autorità giudiziaria. Sul posto è intervenuta anche una pattuglia dei carabinieri. Sulla rapina indaga il commissariato di polizia diretto da Fabio Capaldo. Gli autori hanno agito in pochi minuti, da veri professionisti del crimine. Sono entrati con il capo coperto da giacconi pesanti, ma nessuno ha fatto caso al particolare perché su Vasto cadeva una pioggerella fitta. Ultimamente, poi, i ragazzi che indossano indumenti con il cappuccio sono tantissimi. Una volta entrati nel locale i due si sono avvicinati alla titolare, e subito è spuntata fuori una pistola. In perfetto italiano e con determinazione hanno ordinato alla donna di stare ferma. Afferrati gli oggetti in esposizione li hanno infilati in una sacca e sono usciti. Sono saliti in auto e si sono allontanati. Dieci minuti dopo al centralino dei vigili del fuoco è arrivata una richiesta di intervento da parte dell polizia municipale di San Salvo. La Sedici era in fiamme davanti alla chiesa della Resurrezione. La fuga dei rapinatori verso sud è proseguita a bordo di un’altra auto. Forse al volante c’era un terzo complice, ma non è neppure escluso che l’auto per la fuga fosse stata parcheggiata a San Salvo marina dai due rapinatori prima di raggiungere Vasto. È evidente che la rapina è stata studiata nei dettagli. La titolare della gioielleria non è in grado di aiutare la polizia. La donna è troppo spaventata, ma gli investigatori confidano nelle telecamere installate in zona. In viale Giulio Cesare, infatti, ci sono diversi impianti. La spavalderia con cui hanno agito a volto scoperto racconta che i due non temono di essere riconosciuti. Sono arrivati da fuori regione. Potrebbero anche avere alterato i lineamenti. La rapina messa a segno ieri, a distanza di tre giorni da un altro raid a mano armata nella farmacia Grifone di San Salvo, smentisce quanti continuano ostinatamente a dire che Vasto e il Vastese, sono posti tranquilli, e che riportare gli organici di carabinieri e polizia ai numeri di qualche anno fa non servirebbe a nulla . Non la pensano allo stesso modo le centinaia di vittime di furti, scippi, spaccate e rapine, portati a termine sulla costa e nell’interno. E sempre più spesso spuntano fuori le pistole. Cittadini e commercianti hanno paura. La criticità del territorio aggredito dalla malavita è stata rimarcata più volte dal sottosegretario Federica Chiavaroli e dai magistrati nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. «Cosa aspetta chi rappresenta questo territorio ad intervenire», hanno protestato ieri i residenti di un condominio vicino alla gioielleria rapinata. «Perché la politica non interviene prima che succeda qualche disgrazia»?". Domande che il cronista riporta a chi di dovere.

