Assaltata la gioielleria Rubati 15mila euro a Erea

Spariti gioielli, ori e soldi nel noto negozio vicino a corso Trento e Trieste Settimo furto in città: scatta la caccia alla gang che terrorizza i commercianti
LANCIANO. Porta blindata scardinata e vetro antisfondamento indebolito con la fiamma ossidrica e poi mandato in frantumi con un tubo di acciaio molto grande. Furto con spaccata, ennesimo, in pieno centro la notte scorsa. Presa di mira la gioielleria Erea in via Bocache, traversa di corso Trento e Trieste.
E questa volta il bottino è consistente: 15.000 euro tra oggetti d'oro rubati e danni. Un vero e proprio assalto quello portato a termine da almeno due, se non tre, malviventi la notte tra mercoledì e giovedì alla gioielleria. Ladri che hanno ben studiato il colpo visto che appena aperto un varco, scardinando la porta blindata, hanno pensato subito a girare la telecamera di videosorveglianza. Inoltre si sono aperti un varco dal lato della vetrinetta espositiva del negozio,quella che conteneva i gioielli, non dal lato della porta di ingresso che non hanno neanche sfiorato. Con arnesi da scasso, piede di porco e un tubo di acciaio, hanno rotto il muro sul quale erano attaccati i cardini della porta blindata. Scardinata la porta si sono concentrati sulla vetrinetta espositiva.
Prima hanno usato molto probabilmente la fiamma ossidrica per indebolire il vetro, poi, con un tubo di ferro grande, hanno aperto un buco per poter rubare la merce esposta. Circa 15.000 euro il valore della merce portata via tra gioielli, anelli, collane ed un orologio. Senza contare i danni al negozio per riparare il portone blindato e la vetrina antisfondamento. «Non ho parole», risponde a mezza bocca visibilmente scosso il proprietario della gioielleria Alfredo Di Filippo, «un danno enorme, hanno preso oro, collane, bracciali, e mandato in frantumi vetrine e porta blindata».
Ad avvisare il proprietario del furto è stata infatti la polizia. «Una volante è stata chiamata alle 6 e appena giunta sul posto ha a sua volta avvertito il negoziante», dicono dal commissariato, «la scientifica è intervenuta per i rilievi. Sicuramente ad agire sono state due o più persone». Le stesse che stanno seminando il panico tra i commercianti del centro? Quello di ieri notte è stato infatti il settimo furto con spaccata nei negozi del centro in meno di tre mesi.
Il 25 febbraio scorso dei malviventi hanno sfondato la vetrina di Mazzoccone, in piazza D'Amico, con il chiusino in ferro di un tombino e hanno rubato 450 euro.
Il 5 febbraio scorso nel negozio di idee regalo e bomboniere Tidan, in via Fauro Ruggero, poco distante da piazza D'Amico e nel negozio "Party mania" in via Monte Grappa, specializzato in addobbi per feste i ladri hanno forzato la porta e portato via la cassa del registratore, che nei due casi però contenevano 30 euro.
Il 27 gennaio è stata la volta della Pasticceria Veronese, in via Cesare Battisti, dove i ladri, hanno sfondato la vetrina di ingresso con un palo, di quelli usati nei vigneti, poi hanno tagliato il vetro con una mola. Il 29 dicembre scorso sono stati derubati un negozio di dolciumi che si affaccia in piazza Plebiscito e un negozio lungo via Dalmazia.Insomma c'è paura tra i commercianti e i cittadini.
«Le indagini sono in corso», dicono dalla polizia, «certo potrebbero essere collegati i vari episodi». Commessi, si ipotizza, non da ladri esperti perché questi malviventi fanno danni ingenti, quasi atti vandalici. «Non c'è più pace», «bisogna fare qualcosa per frenare questi criminali», «servono più uomini per fare i controlli»: questi alcuni commenti delle tante persone che, passando davanti il negozio, hanno commentato il furto.

