Assalto alla sede della Cgil: vetro rotto e cassetti aperti

10 Novembre 2021

Forse un tentato furto all’origine del raid: i carabinieri non escludono alcuna pista Inquieta la coincidenza temporale con i fatti di Roma del 9 ottobre: un mese fa 

SAN VITO CHIETINO. La porta vetrata d’ingresso in frantumi e all’interno cassetti aperti. È l’atto vandalico notturno che ha danneggiato la sede Spi Cgil di San Vito Chietino. L’episodio richiama subito alla mente il grave assalto alla sede romana del sindacato da parte di fascisti e “no Green pass”, avvenuto esattamente un mese fa, il 9 ottobre. Ma negli uffici di San Vito non c’è traccia di devastazione. All’apparenza somiglia più a un tentativo di furto andato a vuoto, visto che nella sede del sindacato pensionati non ci sono soldi né oggetti di valore. Carabinieri di Ortona e Procura di Lanciano, che coordina le indagini, tuttavia non escludono alcuna pista.
L’azione da parte di ignoti risale alle ore notturne tra lunedì e martedì. Ieri mattina è stato un collaboratore, che tutti giorni apre la sede, ad allertare le forze dell’ordine. «Ero a casa che mi stavo preparando per venire in ufficio», racconta Ivano Cazzoni, «è passato un amico che abita qua sopra e ha visto la vetrata rotta. Allora è venuto a casa, ha suonato: “Ivano, c’è l’ufficio con tutti i vetri per terra, tutto spalancato”. Sono subito corso qua, ho dato un’occhiata dentro e poi ho chiamato le forze dell’ordine. Erano le nove meno un quarto. Sono venti anni che sto qua, non è mai successo niente. Abbiamo anche la serranda, ma in tutti questi anni non l’abbiamo mai chiusa».
La sede del sindacato pensionati è in pieno centro, all’angolo tra via Dazio e corso Della Fazia, accanto all’ex municipio di piazza Garibaldi. Dalle testimonianze raccolte, il gesto è stato compiuto presumibilmente tra le 22 di lunedì e le 6 di martedì, quando un giovane uscito per andare a lavoro ha visto la vetrata già in frantumi. Di primo acchito i vandali contro la Cgil fanno pensare a un atto dimostrativo, sulla scia dell’assalto di Roma. Inquietante la coincidenza temporale, 9 ottobre-9 novembre. Per questo l’episodio viene subito attenzionato dalle forze dell’ordine. Sul posto arrivano il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Alceo Greco, e la Digos della questura teatina con il vicequestore Coriolano Conte. Ma le somiglianze con l’assalto di Roma si fermano lì. A parte la vetrata infranta, con una pietra o un piede di porco, e uno schedario e diversi cassetti aperti all’interno, non c’è devastazione. Sembra più un tentativo di furto o un atto vandalico fine a se stesso. Nulla viene lasciato intentato, ma la matrice ideologica perde via via di peso.
I carabinieri di Ortona, diretti dal capitano Giuseppe Lambriola, e la sezione scientifica di Chieti rilevano tracce e raccolgono testimonianze. Vengono acquisite anche le immagini delle telecamere presenti in zona. «Dopo l’assalto alla Cgil di Roma dello scorso 9 ottobre e l’imponente risposta democratica, si sono verificate altre violenze ed intimidazioni alle sedi del sindacato in tutta Italia», dichiarano Michele Fina e Daniele Marinelli, segretario e responsabile organizzazione del Pd Abruzzo, «quello di San Vito Chietino è un atto grave che condanniamo con forza». «Esprimo profonda vicinanza e solidarietà agli iscritti ed ai dirigenti della Cgil», dice il deputato Camillo D’Alessandro. «Qualsiasi sia il movente è da condannare senza tentennamenti», affermano Luigi Iasci e Fabio Cocco dell’Usb, «le sedi sindacali sono luoghi dei lavoratori, dei pensionati, dei disoccupati, dei cittadini».
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