Assalto con l’esplosivo alle Poste: la verità dalla videosorveglianza

I carabinieri continuano a indagare sul colpo da 30mila euro allo sportello di Villa San Vincenzo Si cercano indizi utili dalle immagini delle telecamere e dai rilievi sulla Fiat Panda usata per la fuga
GUARDIAGRELE . La verità sull’assalto al Postamat di Guardiagrele potrebbe essere contenuta nelle immagini del circuito di videosorveglianza. Le telecamere rappresentano uno dei punti cardine attorno a cui ruotano le indagini dei carabinieri della compagnia di Chieti e della stazione di Guardiagrele. Le registrazioni sono state acquisite e vengono analizzate in queste ore alla ricerca di qualsiasi dettaglio investigativo utile a rintracciare i ladri che hanno portato via circa 30mila euro. Rilievi sono stati eseguiti anche all’interno della Fiat Panda utilizzata dalla banda per l’assalto e abbandonata a Castel Frentano. L’utilitaria è risultata rubata in un paese dell’hinterland frentano.
E poi ci sono i residenti di Villa San Vincenzo che, svegliati dal boato dell’esplosione in piena notte tra venerdì e sabato, sono scesi in strada spaventati dall’accaduto. Così alcuni di loro, oltre ad accorgersi dell’ufficio postale devastato dalla deflagrazione, hanno visto i malviventi allontanarsi e potrebbero fornire ulteriori dettagli utili alle indagini. Ad agire potrebbe essere stata la stessa banda protagonista di altri assalti in provincia tra agosto e settembre. Quella cioè che ha colpito ad Ortona, Miglianico e poi ha effettuato un tentativo a Canosa Sannita. Nei giorni scorsi, poi, sulla Fondovalle Foro, nel territorio di Miglianico, un’auto (station wagon di colore scuro) ha forzato un posto di blocco notturno dei carabinieri gettando poi in strada due “marmotte”, ossia gli ordigni rudimentali usati per far saltare in aria i bancomat, nel tentativo di disfarsene e impedire l’inseguimento delle forze dell’ordine.
È alta, dunque, la probabilità che tutti questi episodi possano essere opera della stessa banda, anche se al momento non si esclude alcuna ipotesi. E una delle piste seguite è quella pugliese, visto che anche le marmotte ritrovate sembrano quelle di tipica realizzazione nelle zone del foggiano. Ma al momento dei malviventi non c’è ancora alcuna traccia.
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