«Asse più sicuro solo con segnali luminosi»

13 Aprile 2016

Parla l’esperto di infortunistica Marini: è un raccordo autostradale, occorre una terza corsia

SAN GIOVANNI TEATINO. Quattro morti in quattro mesi, con tamponamenti quasi quotidiani e incidenti più o meno gravi di cui ormai sono piene le cronache. Comincia a fare davvero paura l’Asse attrezzato dove solo il 7 aprile l’Anas ha abbassato i limiti di velocità dopo i vari contromano (di cui uno mortale) registrati da dicembre scorso. Eppure, nonstante questo, due giorni fa sulla strada a scorrimento veloce che collega Chieti a Pescara, percorsa ogni giorni da migliaia di automobilisti, sono morti due pensionati, moglie e marito che a bordo di una vecchia Cinquecento sono stati tamponati da una Ford finendo a loro volta schiacciati contro la macchina che li precedeva. E allora che cosa si può fare per rendere meno pericoloso l’Asse attrezzato, sempre più simile a una trappola?

La risposta arriva dall’esperto Tommaso Marini, perito di danni e infortunistica stradale che per conto della Procura o delle parti si occupa proprio di studiare e andare a scoprire quelle che possono essere le cause degli incidenti stradali.

Marini, basta abbassare il limite di velocità, com’è stato fatto di recente dall’Anas, per rendere più sicuro l’Asse attrezzato?

No. Questa strada è stata progettata per essere un raccordo autostradale, non puoi abbassare il limite di velocità o differenziarlo a seconda dei tratti. Il problema è il traffico che è aumentato, non è che abbassando la velocità lo snellisci evitando gli incidenti. Anzi, aumentando il numero degli utenti, che aumentano con il traffico rallentato, aumenti il rischio. Ma se sei costretto ad abbassare la velocità, vuol dire che quel tipo di strada non è più adeguata al traffico che assorbe.

E allora, che cosa fare?

Avendo la possibilità bisognerebbe intervenire strutturalmente sull’Asse attrezzato creando una terza corsia. Quando è stato progettato, due corsie erano sufficienti, ma oggi l’Asse assorbe la circolazione che c’era prima lungo la Tiburtina e il traffico autostradale di A24 e A25. L’aumento di traffico è stato notevole e, anzi, se facciamo un calcolo al minuto dei veicoli che vi transitano nelle ore di punta, risulterà 10 volte maggiore rispetto al numero di quelli che nelle stesse ore transitano in autostrada.

E se la terza corsia non si può fare? Le multe, l’autovelox, sono dei deterrenti?

La minaccia delle multe non influisce sul modo di guidare. Basti pensare al 589 bis, la norma sull’omicidio stradale che prevede pene minime che partono da sette anni. Eppure, nonostante la grvità, questa norma non è stata percepita come tale dall’utente, e dunque è come se non esistesse. Così per le multe, solo se ci capiti te ne rendi conto.

Che cosa propone?

Se un intervento strutturale non è possibile, bisogna intervenire con una segnaletica appropriata. Secondo me il deterrente migliore è la cartellonistica luminosa, una luminosità a intermittenza che si attiva quando il rilevamento elettronico registra un aumento del flusso di veicoli sul tratto stradale. Così sicuramente si accresce l’attenzione dell’utente che non fa altro che abbassare la velocità da solo. Una cartellonistica luminosa sulla pericolosità del tratto stradale influisce sul conducente molto di più anche rispetto alla presenza di una pattuglia. Abbatte le distrazioni.

Dove metterebbe questi cartelli, quali sono i punti più pericolosi dell’Asse attrezzato?

I tratti di collegamento verso Francavilla e verso Montesilvano. La mattina tra le 7, 30 e le 8,30 e il pomeriggio tra le 17,30 e le 18,30 sono sempre bloccati, ci sono sempre rallentamenti. Ma per quanto riguarda la cartellonistica non stiamo parlando di chissà che investimenti, si tratta di normale gmanutenzione della strada.

Insomma, l’Asse attrezzato che cos’è?

È una strada progettata per essere un raccordo autostradale, una strada a scorrimento veloce, con le corsie separate, di servizio all’autostrada, con una velocità come quella autostradale. Non puoi fare quel tipo di strada e poi ci metti il limite dei 60 all’ora.

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