Assegnati 3mila loculi appena ultimati ma servono altri posti

9 Novembre 2018

Da gennaio al 30 ottobre 336 decessi: ampliamento necessario Colaiocco (Anxanum): «Autonomia per un anno e mezzo»

LANCIANO. «Bisogna pianificare l’ampliamento del cimitero nella parte dei blocchi 16 e 17. Abbiamo autonomia per un altro anno e mezzo circa». È il presidente della Anxanum multiservizi intercomunali spa che gestisce il camposanto, Camillo Colaiocco, a mettere in guardia il Comune per evitare il caos delle sepolture e i viaggi in altre città, come accaduto anni fa prima che si realizzasse il blocco nuovo. E infatti la richiesta di pianificazione dell’ampliamento sembra anche strana se si pensa che sono stati appena realizzati oltre 3mila loculi, nella parte nuova del cimitero di via della Pace ecostati quasi 6 milioni di euro su cui incombo ancora gru e transenne.
«I 3mila loculi sono stati fatti e quasi tutti assegnati», dice Colaiocco, «restano nella parte nuova 657 loculi (600 da concessioni e 57 per i decessi avvenuti, ndc) e bisogna pensare al futuro». Che è fatto di cremazioni, nuovi loculi e riduzioni dei tempi di sepoltura. Che sono di 99 anni, 50 anni per i “decessi avvenuti” e 10 per chi decide di riposare sotto terra. «Bisogna dimezzare i tempi», dice Colaiocco, «da 99 scendere a 50 anni, a 25 anni per i “decessi avvenuti”». «Siamo già a 336 decessi al 30 ottobre», dice il direttore delle farmacie Claudio Di Meco, «arriveremo a 400 a fine anno con una attività notevole. A 31 ottobre abbiamo fatto 305 tumulazioni, 31 inumazioni, 46 esumazioni, 280 traslazioni, 300 convocazioni di famiglie che hanno risposto al bando e 500 posa lapide».
Ma c’è stato qualche problema nelle traslazioni dopo le esumazioni. Alcune famiglie attendono infatti da mesi di portare un fiore al proprio caro esumato, dopo 10 anni, e in attesa di “un posto” in una cassetta di zinco nell’ossario del cimitero. «Se il defunto esumato ha già un loculo dove essere collocato lo spostiamo subito», precisa Di Meco, «se in 10 anni la famiglia non l’ha acquistato e indicato, allora deve fare la domanda, attendere i tempi dello scorrimento della graduatoria e il defunto viene messo in un “deposito”. Siamo a 300 convocazioni da gennaio, mancano ancora 180 famiglie da contattare».
C’è chi è in attesa di una traslazione, chi invece di poter salire tranquillamente nel blocco 9 o di poter portare fiori ai cari sepolti nelle due cappelle delle congreghe chiuse da mesi per motivi di sicurezza. «Sono iniziati i lavori sul tetto nella cappella di Maria Santissima dell’Addolorata», riprende Di Meco, «per evitare le infiltrazioni. Ce ne stiamo occupando su delega del Comune. Stessa cosa potrebbe accadere per la scalinata a del blocco 9». Chiusa d 4 anni per caduta calcinacci e cemento, la scalinata e il blocco hanno ferri sporgenti, lesioni vistose ai muri, alle colonne necessita di lavori che potrebbe fare la società che si sta occupando anche dell’ampliamento del cimitero di Madonna del Carmine, con 160 nuovi loculi e cappelle.
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