Assemblea dei soci Ops, Provincia e Comune: «Ridurre gli stipendi»

Menna e Ferrara: tornare al compenso del presidente fissato nel 2016 Già rimborsate le polizze assicurative attivate con fondi della società
CHIETI. Diminuire il compenso del presidente riportandolo a quello percepito in precedenza, fissati nel 2016, e rimborsare le polizze assicurative attivate in favore del presidente: sono le richieste dei soci della Ops, la società partecipata da Comune di Chieti e Provincia di Chieti, ente quest’ultimo che detiene la maggioranza delle quote (l’89,7%).
L’assemblea dei soci si è riunita ieri mattina nella sede di via Frasca. A rappresentare la Provincia c’era il presidente Francesco Menna, mentre per il Comune era presente il sindaco Diego Ferrara. Con loro ovviamente Alessio Monaco, presidente della società pubblica che si occupa dei controlli sulle caldaie e che impiega attualmente 27 dipendenti. All’incontro erano inoltre presenti, tra gli altri, i membri del cda (che oltre a Monaco sono Simona Torelli e Michele Maccione), collegio sindacale, revisori dei conti.
«Durante il corso dell’assemblea abbiamo ribadito quanto indicato nell’ordine del giorno», spiega Menna, «e cioè la diminuzione delle indennità, riportandole a parametri più leggeri, e le revoche delle polizze assicurative stipulate in favore del presidente». Quest’ultima richiesta sembra sia stata già accolta, con il rimborso tramite bonifico da parte di Monaco. Per quest’ultimo dovrebbe arrivare ora anche il taglio di circa un terzo del compenso, lievitato a circa trentamila euro annui e che dovrebbe ora scendere a circa ventimila.
«L’assemblea si è svolta in un’atmosfera cordiale e serena», sottolinea Ferrara, «sia io sia il presidente della Provincia abbiamo chiesto che venga dato seguito alle indicazioni della Corte dei conti, per una questione di chiarezza ma anche per una questione di onorabilità dei nostri enti che sono soci, con diverse quote della società».
Resta da approfondire il tema della gestione della Ops che, secondo i giudici contabili, dovrebbe essere fatta con un amministratore unico anziché con un consiglio di amministrazione. «Tuttavia», ricorda Ferrara, «la governance della Ops ha sempre previsto un cda. Ma, se le richieste della Corte dei conti vanno nel senso del passaggio all’amministratore unico, lo faremo».
Sul caso della Ops nei giorni scorso sono intervenuti anche i sindacati, e in particolare Andrea De Lutis della Fiom-Cgil e Dorato Di Camillo della Fim-Cisl. I rappresentanti dei lavoratori, nello specifico, hanno espresso timori per la tenuta occupazionale dell’azienda, nella quale sono impiegati 27 dipendenti. Il prossimo 31 dicembre scadono infatti le convenzioni della Ops con Provincia e Comune: «Le proposte di rinnovo vanno presentate entro giugno», hanno ricordato De Lutis e Di Camillo, rilevando che «i tempi sarebbero già stretti in una condizione normale, figuriamoci in una situazione come questa». Il riferimento era alle notizie di stampa poco rassicuranti apparse nelle ultime settimane sulla società presieduta da Monaco, e in particolare relativamente agli accertamenti della Corte dei conti.
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