Assistenza domiciliare, si cambia

14 Dicembre 2023

Il “Patto di cura di comunità” avviato dalla Asl nelle zone di Lanciano, Vasto e Chieti

LANCIANO. Un “Patto di cura di comunità” che metta, nero su bianco, tutte quelle azioni, caratteristiche necessarie per arrivare alla presa in carico globale del paziente in Adi (assistenza domiciliare integrata): è quello di cui ha iniziato la “stesura” Domys Cure domiciliari d’Abruzzo, nell'incontro formativo svolto ieri a Villa Nedici: “L'assistenza domiciliare come intervento di cura globale e integrata: il modello della Asl 2 Lanciano- Vasto- Chieti”.
Un incontro a cui hanno partecipato gli operatori del settore della Asl, della Domys, della Cooperativa sociale Proges, della Cooperativa sociale Con.Sol. e del Gruppo Synergo ma anche pazienti in Adi e famiglie. «La presa in carico globale del paziente in Adi è il futuro prossimo di questo settore», spiega la direttrice tecnica Domys, Chiara Nardecchia, «e la formazione e l’attenzione all’evoluzione delle cure e del territorio ne sono aspetti importanti. Nel convegno si è parlato di telemedicina, con l’ingegnere biomedico Lucia Moro, che abbiamo scoperto essere importantissima durante il Covid, ma che va implementata perché è il futuro dell'assistenza: telemedicina e teleassistenza accorciano le distanze e in Adi la vicinanza è fondamentale. Altro punto importante oltre alla formazione è la rete, l’integrazione delle prestazioni e delle professionalità, anche con gli assistenti sociali e la famiglia. E nel Patto di cura si devono codificare quei comportamenti, oggi spesso affidati alla spontaneità del professionista, che avvicinano utenti, famiglie, professionisti e che devono essere applicati per ottenere il benessere a 360° dei pazienti; la presa in carico globale. L’obiettivo è di rendere più efficiente il servizio Adi, più vicino ai bisogni del territorio, dei pazienti e anche degli operatori stessi».
A sottolineare l'importanza dell'aspetto anche relazionale nell'Adi è stato Giuseppe Micozzi, responsabile medico del progetto. Altra componente fondamentale per migliorare l''assistenza è l’innovazione: la telemedicina e in generale le nuove tecnologie migliorano le cure, le avvicinano e le rendono anche mirate al singolo paziente. Nei primi 10 mesi di attività la Domys nella provincia di Chieti ha assistito oltre 10.250 persone, erogato 350mila interventi, con una media di 1.060 al giorno. (t.d.r.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.