«Associazioni favorite in cambio di voti»

Finisce in procura il verbale di una seduta di commissione: immobili comunali assegnati senza regole e canoni mai riscossi
CHIETI. Favori alle associazioni amiche dei consiglieri comunali che trovano una sede negli immobili di proprietà Comune e poi non pagano neanche le bollette fino ad accumulare morosità per oltre 100mila euro. E, per sdebitarsi verso i consiglieri di riferimento, le associazioni garantiscono voti. Finisce su un verbale del Comune la leggenda della politica che, per ingraziarsi gli elettori, aiuta gli amici e chiude tutti e due gli occhi di fronte ai mancati pagamenti. E, adesso, quei fogli che sollevano il sospetto di voto di scambio arrivano anche in procura su richiesta del M5S che ora parla di «ombre sull’intera classe politica teatina».
Ieri, in una seduta congiunta delle commissioni affari sociali e regolamento, si è discusso delle norme per i centri sociali. In città ce ne sono 6, finora, senza regole. Ma, nella riunione, quando la presidente Stefania Donatelli (ex Ncd) ha chiesto gli atti, si è scoperto che non esistono documenti sull’assegnazione dei locali alle associazioni. «E questa carenza», denuncia Manuela D’Arcangelo del M5S, «impedisce di verificare la regolarità dei procedimenti con i quali sono state decise le assegnazioni lasciando trasparire la totale arbitrarietà con la quale l’amministrazione procede facendosi beffe dei più elementari principi di buon andamento, imparzialità e trasparenza». E questo è soltanto il primo nodo irrisolto. Perché poi, allargando il campo alle altre associazioni che usano spazi comunali, sono emerse «gravi morosità». Con il Comune alle prese con i conti in rosso, sui debiti vecchi anche di oltre 10 anni, sono volate accuse: «Alcuni commissari» si sono scagliati verso «alcuni consiglieri», ma senza fare nomi, che sarebbero responsabili di «gravi abusi commessi in danno dell’ente e cittadini». «Secondo quanto dichiarato in commissione», racconta D’Arcangelo, «pare che si sia volutamente ignorata, per anni, la morosità di alcune associazioni che gestiscono immobili comunali e che alcune di queste non hanno provveduto a intestarsi i contratti delle utenze cosicché i consumi sono posti direttamente a carico del bilancio comunale. Questa situazione», spiega D’Arcangelo, «sarebbe determinata non solo da chi amministra le associazioni ma anche dalla compiacenza e dall’aiuto di consiglieri che, così facendo, mirerebbero a conservare il proprio pacchetto di voti proveniente proprio dal mondo dell’associazionismo comunale». E ora? La consigliera M5S ha chiesto al consigliere Maurizio Costa, presidente della commissione regolamento (Forza Italia), di mandare alla procura il verbale «fedele alla discussione» affinché «si possa verificare la sussistenza di fattispecie di reato a carico di consiglieri e funzionari del Comune».
«Riteniamo intollerabile», concludono D’Arcangelo e Ottavio Argenio, «che qualcuno, per meri e abbietti interessi personali, possa assumere atteggiamenti e comportamenti che creano un danno immediato e diretto al Comune e ai cittadini e allo stesso modo riteniamo inaccettabile per chiunque svolga un ruolo istituzionale, assistere ad accuse così gravi senza far nulla per consentire un attento vaglio da parte dell’autorità giudiziaria».

