Assolti due operai Sevel assenteisti «Il danno è lieve»

LANCIANO. Assenti dal lavoro per malattia, in realtà erano andati a cogliere l’uva. Ma due fratelli lancianesi, operai alla Sevel, sono stati assolti dall’accusa di truffa aggravata ai danni dell’Inp...
LANCIANO. Assenti dal lavoro per malattia, in realtà erano andati a cogliere l’uva. Ma due fratelli lancianesi, operai alla Sevel, sono stati assolti dall’accusa di truffa aggravata ai danni dell’Inps, perché ritenuti «non punibili per la tenuità del fatto». La sentenza che riconosce i due colpevoli ma, visto il peso esiguo della truffa li assolve, è stata emessa dal giudice Cleonice Cordisco.
A finire a processo, per fatti risalenti al 2012, sono stati Attilio M., 47 anni, e il fratello Alessandro, 43 anni, di Lanciano, rappresentati dall’avvocato Caterina Gaetano Domenico del foro di Campobasso. Parte civile nella causa l’Inps, rappresentata dall’avvocato Massimo Cassarino del foro di Chieti. Per l’accusa, sostenuta in aula dal pubblico ministero Delfina Conventi, Attilio aveva presentato un certificato di malattia per una tendinite con prognosi dal 23 agosto al 28 settembre 2012 e poi ancora dal primo al 12 ottobre 2012. Ma avrebbe indotto in errore la Sevel sul diritto di assentarsi per il recupero psicofisico e la guarigione perché in realtà non era rimasto a casa: era andato a vendemmiare. A scoprirlo, intento a raccogliere l’uva, i detective che la Sevel aveva ingaggiato, tra il 2012 e il 2014, per bloccare il fenomeno dell’assenteismo, sia per malattia che per abusi dei permessi legati alla legge 104 par assistere famigliari disabili. Indagini che hanno portato a numerosi processi penali, molti dei quali finiti con condanne.
In particolare l’operaio era stato sorpreso in campagna il primo ottobre, dalle 13,44 alle 16,30, e il 2 ottobre, dalle 12,05 alle 17. Così aveva truffato l’Inps (che paga la malattia) per 168,44 euro e danneggiato la fabbrica per mancata produttività conseguente alla sua assenza. Stessa sorte per il fratello Alessandro. Aveva chiesto una malattia dal 22 agosto al 28 settembre 2012 e dal primo al 6 ottobre 2012, ma era stato sorpreso a cogliere l’uva con tanto di foto in cui lo si vede col fratello sul trattore o intento a caricare cassette di uva. Anche per lui i controlli ci sono stati il primo ottobre 2012 (è stato sorpreso dalle 13,44 alle 15) e il 2 ottobre (dalle 12,05 alle 17). Il danno causato all’Inps per lui è di 129,32 euro. Cifre dunque irrisorie, da qui la non punibilità per la tenuità del fatto. Il pm aveva invece chiesto la condanna a otto mesi di reclusione. (t.d.r.)
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