Assolti il manager e Di Pietro E Paolucci ora attacca Febbo

21 Marzo 2018

CHIETI. Assoluzione piena. Sia per il direttore generale della Asl Pasquale Flacco che per l’ex direttrice amministrativa Sabrina Di Pietro. Il tribunale teatino presieduto dal giudice Geremia...

CHIETI. Assoluzione piena. Sia per il direttore generale della Asl Pasquale Flacco che per l’ex direttrice amministrativa Sabrina Di Pietro. Il tribunale teatino presieduto dal giudice Geremia Spiniello ha sancito che non c’è stato nulla di irregolare nella nomina della Di Pietro al vertice della struttura amministrativa Asl.
Il direttore generale Flacco e l’ex direttrice amministrativa Di Pietro erano stati accusati in concorso di abuso d’ufficio, mentre la sola Di Pietro anche di falso. Per il falso il tribunale ha assolto con la formula «il fatto non sussiste»; per l’abuso con la formula «il fatto non costituisce reato». Flacco è stato difeso dagli avvocati Marco Femminella e Angelo D’Angelo, mentre la Di Pietro dall’avvocato Cesidio Buccilli. Il pubblico ministero Giancarlo Ciani aveva chiesto un anno di reclusione per Flacco e un anno e 4 mesi per Di Pietro, entrambi presenti all’udienza (la Di Pietro accompagnata dal marito Lucio Matricciani presidente del consiglio comunale di Spoltore) che si è conclusa intorno alle ore 20, al termine di una camera di consiglio durata un’ora.
La vicenda era stata sollevata dal consigliere regionale di Forza Italia, presidente della Commissione regionale di vigilanza, Mauro Febbo. Il consigliere forzista aveva sostenuto che la Di Pietro non aveva i requisiti richiesti dalla legge per ricoprire l’incarico affidatole.
La professionista, pur ritenendo di essere nel giusto e di non aver mai attestato il falso sul proprio curriculum, ha deciso di dimettersi dall’incarico quando ha visto che era partita l’inchiesta penale.
Soddisfazione per l’esito del processo è stata espressa dall’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci: «Non ho mai avuto dubbi», ha detto l’assessore, «sulla regolarità della nomina fatta da Flacco e sulle attestazioni prodotte dalla dottoressa Di Pietro, cui va il mio ringraziamento e la mia stima. E non posso che prendere atto», ha concluso, «che tutti gli esposti e le denunce del consigliere Febbo si sono rivelati totalmente infondati».
Sulla nomina della Di Pietro si era espressa anche la Corte dei conti che era arrivata alle stesse conclusioni del tribunale teatino. Anche per la Corte dei conti, infatti, non ci furono abusi, irregolarità o illegittimità.
«L’archiviazione dell’inchiesta della Corte dei conti», aveva detto all’epoca Flacco, «dissipa qualunque ombra sulla condotta di questa direzione generale Asl, e restituisce a tutti i soggetti coinvolti, a partire da Sabrina Di Pietro, quella onorabilità mai persa, ma cannoneggiata a colpi di congetture spacciate per verità assolute». (a.i.)