Assolto il medico Verna, cadono le accuse

14 Aprile 2019

Scagionato dal reato di favoreggiamento per un certificato falso a un evaso: la visita fu fatta davvero

CHIETI. Assolto perché il fatto non sussiste. Il noto medico chirurgo Tonino Verna, 64 anni di Tollo, è stato scagionato dalla Corte d’Appello dell’Aquila, che ha annullato la condanna a un anno di reclusione per falso e favoreggiamento personale inflitta nel febbraio del 2018 dal tribunale di Chieti. La sentenza di secondo grado è arrivata venerdì pomeriggio.
È definitivamente caduta, dunque, l’accusa nei confronti dello stimato professionista di aver attestato il falso con un certificato medico – non corrispondente a realtà – per coprire l’evasione di Adamo Leonzio, 57 anni, anche lui di Tollo. La pena nei confronti di quest’ultimo è stata invece ridotta a 8 mesi: confermata la condanna per evasione, è scattata l’assoluzione per il concorso in falso.
Per ricostruire nel dettaglio la vicenda bisogna tornare indietro di tre anni. Per la procura di Chieti, Verna avrebbe compilato un certificato medico dove attestava «contrariamente al vero» che aveva visitato Leonzio il 9 giugno del 2016 all’ospedale Bernabeo di Ortona «con l’invito all’esame ambulatoriale all’ospedale di Chieti il successivo 11 giugno «così», sostiene l’accusa, «da precostituire il documento pubblico falso che Leonzio poteva esibire ai carabinieri di Tollo a giustificazione del proprio allontanamento dal luogo di restrizione». Secondo polizia e pubblico ministero, dunque, la visita medica non sarebbe stata fatta. In primo grado, il gup del tribunale di Chieti aveva condannato il medico al termine del giudizio abbreviato condizionato alla produzione di documenti e all’ascolto di un testimone. Ma in appello l’avvocato Augusto La Morgia, difensore di Tonino Verna, è riuscito a dimostrare esattamente il contrario: quella visita è stata regolamentare eseguita e il certificato, di conseguenza, è vero. Un altro passaggio è risultato determinante: è emerso come Verna non sapesse nemmeno che quel paziente si trovava agli arresti domiciliari. Già tre anni fa la difesa aveva chiesto l’archiviazione con un’articolata memoria in cui ha controbattuto a ogni capo di imputazione senza però riuscire a far cambiare idea a polizia e procura. Il medico ha rivelato che, alla fine del turno di lavoro, si è trovato davanti una persona che gli ha chiesto di visitarlo. Così, Verna è rimesso il camice e ha sottoposto a visita Leonzio. Ovviamente, ha sottolineato la difesa, Verna non era solo in ospedale: Leonzio è stato accolto dagli infermieri in servizio in reparto. Venerdì, oltre un anno dopo la sentenza di primo grado, i giudici aquilani hanno assolto Verna da tutte le accuse. Per Leonzio, invece, resta la possibilità del ricorso in Cassazione. (g.let.)