Assolto in appello «Non era drogato mentre guidava»
GISSI. Condannato in primo grado a nove mesi di reclusione per guida in stato di alterazione psicofisica dovuta al consumo di stupefacenti, Lino Croce si è appellato ai giudici della Corte d’Appello....
GISSI. Condannato in primo grado a nove mesi di reclusione per guida in stato di alterazione psicofisica dovuta al consumo di stupefacenti, Lino Croce si è appellato ai giudici della Corte d’Appello. I fatti risalgono a 4 anni fa. «I giudici della Corte hanno accolto la mia tesi e assolto l’imputato», dice soddisfatto l’avvocato Nicola Chieffo, legale di Croce. «Ho insistito sul fatto che non è mai stato dimostrato che il mio cliente stesse guidando sotto l’effetto della droga. Eppure il consumo delle sostanze stupefacenti compare nelle analisi anche 36 ore dopo», rimarca l’avvocato Chieffo. I giudici della Corte aquilana Armanda Servino, Armando De Aloysio e Flavia Grilli hanno accolto la tesi esposta nell’arringa difensiva. La vicenda che ha messo nei guai Lino Croce (coinvolto anche nell’operazione antidroga Adriatico) risale al 2010. A seguito di un incidente l’uomo fu sottoposto a controllo, arrestato e condannato per guida in stato psicofisico alterato. Ora la sentenza è stata ribaltata. (p.c.)

