Asta deserta per l’Alimonti: stabilimenti verso la divisione

28 Giugno 2016

CHIETI. Asta deserta per la vendita degli stabilimenti Molino Alimonti di Ortona e Guardiagrele. Ieri mattina in tribunale di Chieti, il giudice fallimentare Nicola Valletta si è limitato a leggere...

CHIETI. Asta deserta per la vendita degli stabilimenti Molino Alimonti di Ortona e Guardiagrele. Ieri mattina in tribunale di Chieti, il giudice fallimentare Nicola Valletta si è limitato a leggere il verbale di asta deserta che non ha sorpreso troppo i due commissari liquidatori, Remo Di Giacomo e Gianni Di Battista. Eppure, dopo la vendita all’asta dello stabilimento romano degli ex re abruzzesi delle farine, rilevato dall’imprenditore pugliese Francesco Casillo, ci si attendeva che questi volesse acquistare anche lo stabilimento di Ortona che ha rimesso in funzione e dove sta lavorando in affitto. Tra l’altro lo stabilimento ortonese, che impiega 50 lavoratori, ufficialmente affittato alla Molino dell’Adriatico (società che fa parte del Casillo Group di Corato), va anche molto bene. Sembra che sia riuscito ad ottenere risultati al di là delle aspettative. Per questo è logico supporre che l’imprenditore pugliese voglia acquistarlo come ha già fatto con il sito romano diventato di proprietà della società Vecchio Molino di Roma, altra costola del gruppo, uno dei colossi nella produzione di farina e semola, e leader nel settore del grano duro. Lo stabilimento romano (pezzo pregiato del patrimonio Molino Alimonti perché si trova in mezzo a Roma) è stato aggiudicato per 16.350.000 euro.

Ma il problema, a quanto sembra, è costituito dallo stabilimento di Guardiagrele che è chiuso e, proprio per questo, appare molto meno attraente del sito ortonese. Ecco perché i due commissari stanno pensando di riproporre un’altra asta, scindendo i due immobili, che sinora erano stati proposti insieme al costo di quasi 7 milioni di euro. «Sicuramente non ci fermiamo qui», conferma Di Giacomo, «proporremo un’altra asta a settembre. La strategia potrebbe essere quella di separare gli stabilimenti di Ortona e Guardiagrele, lasciando invariato il prezzo di vendita». Di Giacomo conferma anche la notizia secondo la quale non c’è solo Casillo interessato all’acquisto, ma anche altri gruppi esteri molto quotati. (a.i.)

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