Atessa e Altino in lutto per la morte di D’Orazio

31 Maggio 2016

Folla ai funerali dell’operaio della Honda di 53 anni stroncato da un infarto Il dramma durante un giro in bicicletta con la squadra di cicloamatori

ATESSA. «Giuseppe ha concepito lo sport come un mezzo di unione, era sempre disponibile, affabile, pronto ad aiutare». Don Claudio Pellegrini ha ricordato così Giuseppe D’Orazio, 53 anni, operaio Honda originario di Altino e residente ad Atessa, morto domenica mattina in seguito a un malore fulminate mentre era in sella alla sua bicicletta. Era gremita la chiesa di San Benedetto a Piazzano ieri pomeriggio: tanti i cicloamatori con le loro divise, gli operai con le tute della Honda, appena terminato il turno delle 17, hanno voluto salutare per l’ultima volta il loro collega. Giuseppe era un amante dello sport: fondatore dell’associazione cicloamatori Red Fox di Altino, attivista della Volley Altino femminile e tifoso del Piazzano calcio. La sua passione era però la bicicletta. Quasi tutte le domeniche usciva con la “squadra” per scaricare la tensione e temprarsi per la nuova settimana. Così ha fatto domenica per un giro che contempla anche il passaggio sulla Provinciale 214, ex statale 263 Val di Foro fino a Bocca di Valle: paesaggi mozzafiato tra Fara San Martino, Palombaro e Pennapiedimonte, territorio quest’ultimo che Giuseppe non attraverserà. Giuseppe era in coda alla comitiva di una decina di ciclisti: all’improvviso si accascia, non fa neanche in tempo a sganciare i calzari dai pedali. «Non ci eravamo accorti di nulla», raccontano in lacrime i suoi amici ai carabinieri, «perché lui chiudeva il gruppo, è stato un automobilista ad avvisarci». Sul posto, oltre ai militari dell’Arma, arrivano il 118 e l’elisoccorso: tutto è inutile, il cuore di Giuseppe ha cessato di battere mentre è tra i suoi monti, sulla sua bicicletta. La salma è riconsegnata ai familiari che lo vegliano, insieme ai tanti amici, nella casa di Piana La Fara. Giuseppe lascia la moglie Lina, la figlia Giovanna, la mamma Iole, il papà Giovanni e il fratello Vincenzo. Ieri ai funerali c’era sia la comunità di Piazzano, dove Giuseppe si era trasferito una quindicina di anni fa, sia quella di Altino. «Perdiamo un amico, piangiamo un signore che ha fatto della lealtà e correttezza i suoi portabandiera», dicono alcuni cicloamatori sul sagrato della chiesa. Un altro aggiunge: «In questi giorni stavamo programmando le uscite estive, anche fuori regione. Era lui che spronava, cercava di stabilire contatti, dare forza a tutti. Lo vogliamo ricordare sorridente sulla sua bicicletta, in piedi sul sellino, così come ritratto in quella foto che lui aveva messo come pagina iniziale sul profilo facebook».

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