Atessa, fiamme nella notte alla Bimo-Irplast, danni ingenti ai macchinari

A fuoco la pompa di alimentazione di alcuni impianti per le prime fasi delle lavorazioni. Lo stabilimento era in attività a pieno ritmo per un ordinativo urgente della durata di un mese
ATESSA. Incendio nella notte di venerdì in uno dei due stabilimenti della Bimo-Irplast, azienda della Val di Sangro che produce pellicole e film in polipropilene, un derivato del petrolio. Le fiamme sono divampate nel locale caldaia, all’esterno del vecchio stabilimento (nei pressi della Honda) dove non c’è personale addetto, ma che viene supervisionato costantemente.
Ad accorgersi dell’incendio sono stati i rilevatori di fumo del locale che hanno immediatamente fatto scattare l’allarme in tutto lo stabilimento dove si stava lavorando nel turno notturno. A prendere fuoco è stata la pompa in cui passa uno speciale olio (detto olio diatermico) che serve per alimentare alcuni impianti per la prima fase della lavorazione dei prodotti in polipropilene. Le altissime temperature dell’olio, la pressione e probabilmente l’usura della pompa, hanno provocato un surriscaldamento a cui è seguito l’incendio. I primi dipendenti che sono intervenuti hanno cercato di spegnere le fiamme del macchinario, ma l’olio fuoriuscito dalla pompa si è incendiato anche in altre punti provocando la propagazione delle fiamme nel resto dell'impianto.
Il rogo ha determinato numerosi danni rovinando anche alcuni cavi del vicino macchinario di raffreddamento. I dipendenti, impossibilitati ad intervenire sulle fiamme, hanno subito chiamato i vigili del fuoco, ma nel frattempo si sono immediatamente impegnati a mettere in atto le procedure di sicurezza dell’intero stabilimento tra cui lo spegnimento dei cavi della tensione elettrica e soprattutto del gas la cui combustione avrebbe potuto creare danni anche maggiori. La fabbrica è stata quindi evacuata in attesa che i vigili del fuoco di Casoli arrivassero a domare le fiamme e gli impianti sono stati tutti bloccati.
Secondo una prima supervisione i danni sono gravi tanto che sarebbero necessari 15 giorni per ripristinare tutti i macchinari e mettere a regime il locale. In queste ore si sta valutando la possibilità di intervenire in qualche modo sul macchinario di alimentazione bruciato in modo da poter rispondere alle esigenze produttive. Lo stabilimento stava infatti lavorando a pieno ritmo per un ordinativo urgente. Le maestranze avrebbero dovute essere impegnate sulle linee produttive per quasi tutto il mese di agosto. Gli ordinativi urgenti avevano anche creato delle tensioni all’interno della fabbrica che occupa circa 140 dipendenti, per via dello slittamento delle ferie estive in altra data. I dipendenti già da metà giugno avevano chiesto un piano ferie che tuttavia tardava ad arrivare. Solo lo scorso 22 luglio l'azienda aveva comunicato la volontà di proseguire con le lavorazioni.
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