Atessa, il recupero urbano è caso nazionale

18 Settembre 2022

Lo studio e la progettazione sui contratti di quartiere presentati a Torino al congresso dell’Aisu

ATESSA. "Contratti di quartiere e il caso di Atessa, le nuove “megastrutture” per recuperare il patrimonio esistente": questo è uno dei temi selezionati e presentato da Vincenzo Di Florio, Carla Di Lallo e Marco Felli al 10° congresso internazionale Aisu (Associazione italiana di studi urbani) che si è svolto a Torino, dal 6 al 10 settembre, organizzato dall’Aisu in collaborazione con il Politecnico di Torino. I tre professionisti hanno affrontato il tema della rigenerazione urbana e “valutato” il miglioramento delle condizioni ambientali e sociali nel centro storico di Atessa a un ventennio dall’introduzione dei contratti di quartiere nell’ambito dei programmi innovativi.
Una prima tesi sostenuta è che tra le cittadine abruzzesi con una storia significativa e una lunga tradizione di studi e ricerche sui fenomeni urbani, Atessa occupa almeno in Abruzzo, indiscutibilmente un posto di primo piano: basti pensare al primo Prg dell’urbanista Giorgio Crocioni, al piano di recupero del centro storico, agli interventi urbani come l’ampliamento di palazzo Ferri del professor Vittorio de Feo, la fontana monumentale di Gio Pomodoro, al restauro del teatro comunale del professor Paolo Marconi. Avviati dalla seconda metà degli anni ’90 e finanziati dal ministero dei Lavori pubblici, i contratti di quartiere costituivano programmi sperimentali di recupero urbano incentrati sul concetto della partecipazione che ha coinvolto i residenti, gli operatori economici e sociali pubblici e privati.
«Con la rimodulazione progettuale e lo spostamento di tutte le opere previste nell’area di Discesa Casette, nella vicina piazza Garibaldi», afferma Vincenzo Di Florio, «il programma nel suo complesso ha perso alcuni significativi obiettivi. Oggi riteniamo che nel caso del centro storico di Atessa si possa parlare di “megastrutture singole”, quali catalizzatori della riqualificazione del centro storico: valgano ad esempio il recupero di Palazzo De Marco, Casa Nasuti, la biblioteca comunale, edilizia convenzionata in via Gramsci, il parcheggio interrato e l’auditorium in piazza Garibaldi, lo spazio museale in palazzo Ferri».
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