Atessa, no all’impianto rifiuti Borrelli: «Progetto carente»
ATESSA. Dopo il no della commissione comunale Vinca alla Di Nizio in Val di Sangro, interviene il sindaco di Atessa Giulio Borrelli, che è stato sempre contrario al progetto: «Sono ben quattordici i...
ATESSA. Dopo il no della commissione comunale Vinca alla Di Nizio in Val di Sangro, interviene il sindaco di Atessa Giulio Borrelli, che è stato sempre contrario al progetto: «Sono ben quattordici i motivi che hanno portato la commissione comunale di esperti a bocciare la richiesta della Di Nizio. Il documento della ditta, che vorrebbe installare un impianto di rifiuti a rischio infettivo a Saletti, si presenta gravemente carente per la Valutazione dell’Incidenza Ambientale (Vinca) sul bosco di Mozzagrogna, sito di interesse comunitario, e si basa su dati bibliografici e non su una verifica scientifica e accurata sul campo».
Gli esperti della commissione comunale hanno dovuto analizzare il documento presentato al Comune, dalla Di Nizio, per ottenere la Vinca. «Il documento presentato non è soddisfacente per valutare l’incidenza ambientale del progetto proposto perché non è assolutamente credibile che in nessuna delle attività ipotizzate non sono coinvolte o generate sostanze pericolose per l’ambiente o caratterizzate da altri tipi di pericoli (infiammabili, autoreattivi, reattivi a contatto con l’acqua, comburenti, letali, tossici e nocivi per contatto ingestione o inalazione, cancerogeni e mutageni) poiché tale tesi è palesemente in contrasto quantomeno con le operazioni richieste nella buona pratica della gestione dei rifiuti pericolosi».
Per Borrelli, dunque, «il parere della commissione comunale si basa non solo su considerazioni biologiche, che sono fondamentali, ma è impostato e redatto da un gruppo interdisciplinare, da un team di professionisti che ha competenza ed esperienza specifica nelle diverse specializzazioni necessarie per valutare un progetto di tale complessità».
«Ringrazio, per l'ottimo lavoro svolto», prosegue il sindaco, «Andrea Natale ed Enrico Stagnini, biologi; Massimo Colonna, chimico, specializzato in impianti di rifiuti pericolosi; Maurizio Calabrese, ingegnere per l'ambiente e il territorio; Emilio Carafa, ingegnere civile».
Gli esperti, spiega ancora Borrelli, «hanno redatto un parere dettagliato e argomentato che, a differenza del documento presentato dalla Di Nizio, si fonda sulla interdisciplinarità delle analisi necessarie ad una piena e completa disamina delle incidenze potenziali e pericolose per il sito comunitario protetto, per l'ambiente e per gli abitanti della zona». (m.d.n.)
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