Attentato al bar, spunta un video L’autore in fuga con la bicicletta

16 Gennaio 2022

La polizia scopre il mezzo sotto la vegetazione della Loggia Ambling e avvia l’esame sulle impronte È caccia all’uomo che ha agito il 6 dicembre in corso Italia. L’ipotesi: è stato un gesto premeditato

VASTO. L’autore dell’attentato al bar Alba in corso Italia potrebbe avere le ore contate. Le immagini delle telecamere della videosorveglianza raccontano alla polizia l’arrivo dell’attentatore in bicicletta davanti al locale. E non solo: la polizia ha ritrovato e recuperato quella bicicletta. Grazie alle impronte gli investigatori potrebbero risalire al responsabile dell’esplosione. Il condizionale è d’obbligo: gli investigatori per ora non parlano. Non è sfuggito tuttavia ai residenti della Loggia Ambling il recupero della bicicletta da parte degli agenti del commissariato.
L’attentato al bar Alba risale alle 5.38 del 6 dicembre scorso. A quell’ora la città non si era ancora svegliata. Erano appena passati gli operatori ecologici. Le immagini delle telecamere raccontano la scena e la fuga dell’autore del gesto: poco dopo il passaggio degli operatori, un uomo con la testa e il volto coperti da un cappuccio, ha raggiunto in bicicletta il bar Alba ed ha sistemato il rudimentale ordigno davanti alla vetrina laterale del bar. Subito dopo l’attentatore è risalito in sella e si è allontanato in direzione della Loggia Ambling , distante in linea d’aria poche centinaia di metri. Una volta arrivato sulla balconata panoramica, ha gettato la bicicletta fra la vegetazione incolta della scarpata sottostante. La polizia ha recuperato quella bicicletta. È plausibile che il mezzo venga affidato ai colleghi della polizia scientifica per verificare se l’attentatore abbia lasciato tracce sul sellino e sul manubrio. Di certo il misterioso personaggio, rimasto a piedi, non può essersi allontanato di molto dal centro storico. Le indagini sull’attentato proseguono senza sosta. Sia la procura che la polizia intendono fare chiarezza sul grave episodio assicurando l’autore alla giustizia. L’uomo, come detto abilmente camuffato e con il volto coperto da un cappuccio, sembra avere programmato il gesto. Probabilmente ha pensato che l’oscurità (alle 5 il 6 dicembre non era ancora spuntato il sole) avrebbe protetto la sua immagine e fornito agli investigatori solo la sua sagoma. Così non è stato. Al contrario le telecamere si sono rivelate preziose alleate della polizia.
Quella bomba carta fatta scoppiare a distanza di pochi giorni da un’altra esplosione ai danni di un imprenditore vastese, ha scosso tutti i commercianti del centro storico. Da troppo tempo la categoria è nel mirino di persone senza scrupoli che appiccano incendi o peggio provocano esplosioni. Fiducioso dell’operato della procura della Repubblica di Vasto e della polizia, il sindaco Francesco Menna è certo che presto l’attentatore avrà un nome e sarà fatta luce sull’accaduto scoprendo anche il movente del gesto.