Atti sessuali su due ragazzine Venerdì c’è l’interrogatorio

LANCIANO. Saranno ascoltate venerdì 13 febbraio le due ragazzina presunte vittime di violenza sessuale quando erano minori di 14 anni da parte di L.D.A., 45enne che è ai domiciliari dall’arresto...
LANCIANO. Saranno ascoltate venerdì 13 febbraio le due ragazzina presunte vittime di violenza sessuale quando erano minori di 14 anni da parte di L.D.A., 45enne che è ai domiciliari dall’arresto avvenuto lo scorso 12 gennaio. A fissare la data del delicato interrogatorio è il sostituto procuratore del tribunale di Lanciano, Rosaria Vecchi, titolare delle indagini. Secondo queste indagini condotte dalla sezione di polizia della Procura, l’uomo dal 2006 al 2014, approfittando del suo ruolo di convivente della madre di una bambina di 5 anni, avrebbe costretto la piccola a subire abusi sessuali fino al raggiungimento dell’età adolescenziale, quando la ragazzina ha cominciato a mostrare segni di disagio inducendo così la madre ad interrompere la sua relazione con l’uomo.
Non solo: sempre dalle indagini sarebbe emerso che L.D.A una volta avrebbe rivolto attenzioni morbose anche ad un’altra bambina, minore di anni 14, che frequentava la sua abitazione poiché fidanzatina dell’altro figlio della sua convivente.
Venerdì le due ragazzine, una oggi maggiorenne, l’altra 13enne, dovranno raccontare in Procura, aiutate anche da una psicologa, quanto vissuto.
Un vissuto che sembrerebbe drammatico. L’uomo, che respinge ogni accusa come spiegato dal suo avvocato, Michele Di Toro, è anche in attesa di conoscere l’esito del ricorso presentato al tribunale del riesame dell’Aquila che si è discusso alcuni giorni. Il legale ha chiesto nel ricorso la scarcerazione o pene diverse, in subordine, di concedere l’autorizzazione ad andare sul luogo di lavoro; richieste già respinte a fine gennaio dal giudice delle indagini preliminari, Francesco Marino, visto il parere negativo espresso dal pubblico ministero Rosaria Vecchi. Parere motivato dal pericolo di reiterazione del reato e perché il luogo di lavoro sarebbe troppo distante dall’abitazione della nuova compagna dove sta scontando gli arresti.
Teresa Di Rocco
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