Atti sessuali tra minori sui social: tra gli indagati anche una 13enne

9 Settembre 2023

La vittima, 14 anni, costretta a fumare marijuana e ad avere un rapporto con un altro ragazzino  La verità dall’analisi dei cellulari: coinvolti in tre per le immagini hard inviate ai compagni di classe

VASTO. Restano tre gli indagati per violenza sessuale e pedopornografia, nella delicata vicenda che vede coinvolta una ragazzina di 14 anni, costretta a lasciare la scuola per la vergogna. Nonostante una dei tre indagati all’epoca dei fatti non avesse ancora compiuto 14 anni, la Procura per i minori del Tribunale dell'Aquila ha rigettato la richiesta di non punibilità della ragazzina nell’interesse della stessa, non escludendo che l’esito delle indagini potrebbe risultare favorevole all’adolescente. Molto dipenderà da quanto emergerà dall’analisi dei cellulari dei giovani da parte dei periti.
L’ACCUSA
Stando alla ricostruzione della vittima, assistita dall’avvocato Antonio Boschetti di Vasto, il 23 marzo scorso, durante una festa, sarebbe stata costretta da un amico di 16 anni e dall’amichetta di 13 anni a fumare marijuana e subito dopo ad avere un rapporto con un ragazzo di 15 anni. La sequenza hard è stata ripresa dal 16enne e diffusa sui social. La vittima, incapace di intendere quello che stava accadendo a causa dell’assunzione di sostanze stupefacenti, il giorno dopo il festino non ricordava nulla. Una volta arrivata a scuola, ha scoperto che il video ripreso dal 16enne era stato inviato a tutti i compagni di classe. Per la ragazza è stato uno choc: ha abbandonato la scuola e ha presentato la denuncia.
LE INDAGINI
Nel registro degli indagati è finito anche il 15enne che ha avuto con lei il rapporto sessuale. Le accuse sono gravi: violenza sessuale e diffusione di immagini hard. La difesa del 16enne, rappresentata dall’avvocato Tristana Di Bucchianico, sostiene che a diffondere il filmato a luci rosse sia stata la ragazzina di 13 anni. Fondamentale, a questo punto, recuperare i messaggi che i protagonisti della vicenda si sono scambiati e accertare da dove è partito il video pedopornografico. Nei confronti del proprietario dello smarthphone e del ragazzo che ha avuto un rapporto con la 14enne potrebbero essere prese misure restrittive.
LA PREVENZIONE A SCUOLA
Intanto la giovane vittima ha cambiato scuola: mercoledì inizierà il nuovo anno scolastico in un altro istituto. L’associazione Emily, da anni impegnata nella tutela dei minori, è determinata a intervenire per prevenire qualsiasi abuso. «Gli insegnanti», dice la responsabile dell'associazione, Teresa Di Santo, «possono essere un valido mezzo per individuare bullismo e casi di violenza. Noi metteremo in atto azioni volte a sviluppare e coltivare la responsabilità emotiva. Cercheremo di evitare anche la dispersione scolastica, considerando che il bullismo e ogni forma di violenza sui minori rappresentano una delle maggiori cause di abbandono».
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