Aumentano i poveri: nuova sede Caritas in aiuto alle famiglie

24 Marzo 2021

Taglio del nastro in un palazzo del quartiere Santa Rita Il Covid accresce le difficoltà: assistite 103 persone in crisi

LANCIANO . La povertà in tempo di Covid si cela dietro l’apparente normalità delle famiglie che, chiuso il portone di casa, si ritrovano a fare i conti anche con la difficoltà di acquistare il cibo o di pagare le bollette. È per andare incontro a questi nuovi poveri, a volte invisibili, che nel quartiere Santa Rita è stata inaugurata la nuova sede della Caritas parrocchiale. Due stanze al piano terra di uno dei palazzi di piazza Mazzini, noti come le “tre torri”, che con un bando l’Ater ha assegnato alla parrocchia dello Spirito Santo. «La vecchia sede non era più adatta a sostenere il servizio Caritas», spiega don Nicola Giampietro, «la povertà è quotidianità, si è normalizzata e fa parte della vita delle famiglie. C’è una presenza significativa di famiglie e persone che hanno una casa ma, pur versando in condizioni di apparente normalità, faticano in questo periodo, segnato dalla pandemia, a pagare spese alimentari, bollette, spese sanitarie, affitto, assicurazione e carburante. C’era l’esigenza di strutturare risposte nuove e consolidare la filiera dei servizi parrocchiali esistenti. Con le persone e le famiglie, che in questa emergenza pandemica si sono trovate nel fabbisogno giornaliero, è necessario instaurare relazioni d’aiuto profonde e protratte nel tempo, sostenendole nel quotidiano per contribuire a mantenere loro la dignità e la speranza».
Tratto distintivo dei nuovi poveri, infatti, è la difficoltà nel chiedere aiuto. «È un segnale fortissimo in un momento di grande difficoltà», dice il sindaco Mario Pupillo, «dove la carità è un elemento fondamentale per la sopravvivenza delle persone. C’è una povertà che emerge, ma anche una nascosta. È un andare incontro ai problemi sociali che anche noi, come Comune, spesso non riusciamo ad affrontare per tante difficoltà». Il responsabile della sede, Nicola Soprano, e gli altri volontari della Caritas da anni si occupano dei bisognosi del quartiere. «Li chiamo gli eroi di ogni giorno, che silenziosamente tendono la mano a chi ne ha bisogno», dice don Nicola, «alla Caritas parrocchiale si rivolgono quasi tutti, capifamiglia senza lavoro, passanti saltuari che chiedono un pacco alimentare, famiglie rom con svariati problemi di sussistenza. Attualmente assistiamo circa 40 famiglie per un totale di 103 persone, un numero sicuramente in aumento. E abbiamo circa 20 bambini in età scolare, la maggior parte figli di rom. Quest’anima solidale, sempre viva e pulsante nel nostro numeroso quartiere, ci rende una comunità più forte, unità e resiliente, pronta a sviluppare gli anticorpi contro l’indifferenza e la solitudine».
Don Nicola ha voluto che i nuovi locali della Caritas fossero intitolati a don Roberto Malgesini, il “prete degli ultimi”, ucciso a Como il 15 settembre 2020 da una delle persone che assisteva. «È un segno di speranza», dice l’arcivescovo Emidio Cipollone che ha benedetto la nuova sede, «oggi la povertà dilaga nella sua forma più antica, il bisogno del pane e delle esigenze quotidiane, e dilaga in forme nuove: anche situazioni di apparente normalità nascondono delle fragilità. Tante persone per dignità e vergogna non manifestano i loro bisogni: qui la Chiesa, le strutture sociali, il Comune, devono avere occhi che vadano al di là delle apparenze per capire ciò di cui c’è bisogno e fare in modo che i bisogni possano essere colmati».