Aumentano le famiglie in crisi: «La Caritas aiuta 5mila poveri»

16 Gennaio 2023

Dall’estate è cresciuto del 30% il numero delle persone che chiedono un sostegno per pagare le bollette Di Cicco: «Molti lavoratori non ce la fanno ad arrivare a fine mese e c’è anche un’emergenza abitativa»

LANCIANO . L’aumento delle famiglie in affanno per il pagamento delle bollette, il vivere in case fatiscenti o il non avere una casa e l’aumento dei lavoratori poveri, ossia quelle famiglie monoreddito che ora non arrivano a fine mese. Sono le emergenze che si aggiungono alla distribuzione di beni di prima necessità a cui la Caritas diocesana cerca di rispondere. «Dopo due anni di pandemia i poveri sono aumentati e dall’estate si è aggiunto il carovita che ha fatto crescere gli aiuti», evidenziano dalla Caritas di Lanciano e Ortona. Sono circa 5mila le persone che bussano alle porte dei centri di ascolto per un aiuto: 3.200 a Lanciano e 1.800 ad Ortona, e un 30% in più dall’estate chiede aiuto per le bollette.
I LAVORATORI POVERI
Sono i coniugi Fernando Di Cicco e Maria Carmen Rapino i responsabili della Caritas che, insieme ad un gruppo di volontari, da oltre un anno cercano di rispondere alle richieste di aiuto delle famiglie del lancianese e dell’ortonese in affanno. «Cerchiamo di fare il possibile, non lasciamo nessuno indietro», dice Di Cicco, «ma è un compito arduo e abbiamo bisogno di volontari». E l’aiuto parte sempre dall’ascolto delle persone che bussano o chiamano in Caritas. «L’ascolto è fondamentale perché solo così si possono capire bisogni e problemi», riprende Di Cicco. «Facciamo sia incontri di persona, che telefonici. Le richieste di aiuto sono diverse, non più “solo” il cibo, ma ci sono emergenze legate alla casa, al lavoro, alle bollette da pagare. E abbiamo sempre più a che fare con i cosiddetti lavoratori poveri, ossia persone che pur essendo occupate, percepiscono un reddito inadeguato rispetto ai bisogni. Sono cioè famiglie monoreddito con uno o più figli che fino a qualche mese fa, pur arrancando, arrivavano a fine mese. Oggi invece non ce la fanno più».
LE EMERGENZE
A causa del Covid le difficoltà sono cresciute. «Due anni di pandemia hanno messo ancora più a nudo il problema della povertà e sollevato nuove emergenze che pesano sulle spalle anche della Caritas diocesana», sottolinea l’arcivescovo di Lanciano- Ortona, Emidio Cipollone. «Circa 3.200 persone a Lanciano e 1.800 ad Ortona; 3.000 in più rispetto al 2019, cioè pre Covid. Sono numeri che indicano l’emergenza che viviamo». «Registriamo dall’estate un +30% di persone che chiedono aiuto per pagare bollette», fa notare Di Cicco. «Assistiamo in modo fisso ogni mese 70 famiglie e altre persone saltuarie. Senza contare che ci sono poi le Caritas parrocchiali che danno risposte sui beni di prima necessità e vestiti. Da parte nostra cerchiamo anche di fare “educazione”, diamo suggerimenti su come risparmiare su energia e gas, ma ci sono persone che elettricità e gas non ce l’hanno». Poi c'è il problema casa. «L'emergenza abitativa è quella meno conosciuta ma anche la più importante», precisa ancora Di Cicco. «Ci sono molte famiglie che abitano in locali fatiscenti, o sono sotto sfratto per morosità o sono costrette, per mancanza di soldi, a vivere sotto lo stesso tetto pur essendo spaccate, creando così anche problemi di violenza domestica. Abbiamo spesso ospitato in bed and breakfast o hotel per qualche settimana alcune famiglie, ma il problema è enorme. Per questo stiamo collaborando molto con il Comune, sia con le politiche sociali che con quelle per la casa, cercando così di risolvere le situazioni più urgenti, come quelle famiglie che rischiamo di ritrovarsi in strada». E all’emergenza casa si somma quella per le cure mediche. Anche in questo caso aumento del 30% delle richieste, e in particolare le cure sono per i bambini.
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