Auto bruciata, città vicina a Mastrangelo

9 Febbraio 2020

Solidarietà dalle forze politiche e dalla società civile. I carabinieri studiano le immagini delle telecamere della zona

VASTO. Fuoco e attentati: i roghi tornano a fare paura in città. Dopo un periodo di calma, dallo scorso anno il fuoco è tornato ad essere lo strumento più diffuso per vendicarsi, punire, mandare messaggi. Cosa volesse dire chi venerdì sera ha distrutto la Kia Sportage del funzionario del Comune Luca Mastrangelo, è un mistero che i carabinieri stanno cercando di scoprire. Il capitano della Compagnia di Vasto, Luca D’Ambrosio non si sbottona: «Non posso dire nulla», si limita a dire, «fino a quando non avremo visionato tutte le immagini della videosorveglianza».
LE INDAGINI. Il primo punto da chiarire è come è stata provocata l’esplosione che poi ha generato il rogo. Una delle ipotesi è che dietro l’autore del gesto ci sia un mandante. Qualcuno pagato per punire il dirigente del Comune. Chiunque sia il responsabile dell’incendio, ha rischiato di provocare anche dei feriti. A poca distanza dall’auto incendiata c’è una scuola di danza in cui si trovavano diverse persone. Così pure in una rosticceria. Chi ha avvertito il botto e visto il fuoco è ancora terrorizzato. Ma lo sono tutti i vastesi. L’angoscia della città è giustificata e raccontata dai 180 incendi subiti in quattordici anni. Il fuoco è tornato a colpire le istituzioni, come accadeva nel 2011 prima delle grandi operazioni sfociate in maxi retate.
LA SOLIDARIETÁ. Il gruppo consiliare del Pd esprime solidarietà al dirigente del Comune Luca Mastrangelo e alla sua famiglia, che ha subito il grave attentato. «Aspetteremo», annota il Pd, «che le indagini facciano il loro corso e che i responsabili siano individuati. Ma non vogliamo sottovalutare l’accaduto. Condanniamo con forza qualsiasi atto vile che mina la serenità dei nostri concittadini. Davanti al linguaggio della violenza e della minaccia, risponderemo in tutte le sedi con il linguaggio della legalità e della solidarietà». Anche l’opposizione consiliare esprime solidarietà al dirigente comunale. «Grave il vile atto criminoso della notte scorsa», scrivono i consiglieri comunali Alessandro d’Elisa (Gruppo Misto), Vincenzo Suriani, Francesco Prospero (Fratelli d’Italia), Guido Giangiacomo (Forza Italia) e Edmondo Laudazi (Il Nuovo Faro). «Ci auguriamo che gli autori siano presto assicurati alla giustizia. Nel contempo, invitiamo tutte le autorità a reagire e non abbassare la guardia. Dobbiamo continuare a batterci per la salvezza del tribunale di Vasto e il potenziamento di tutti i presìdi di legalità sul territorio. Vasto deve tornare ad essere una città sicura e potrà farlo solo con la collaborazione di tutti i livelli istituzionali». In una lettera indirizzata al sindaco Francesco Menna, Orlando Palmer, coordinatore provinciale di Iustitia Nova ricorda il bisogno di serenità dei vastesi, stigmatizza l’odio e il disprezzo palesato durante le sedute del consiglio comunale ed esprime solidarietà a Mastrangelo e alla moglie, la consigliera del Pd, Roberta Nicoletti.
IL PASSATO RITORNA. Vasto invoca indagini mirate e retate. La maxi operazione Tramonto che portò in carcere 43 persone, partì da una serie di roghi dolosi. Attentati incendiari che a gennaio 2011 videro finire nel mirino dei piromani esponenti politici e forze dell’ordine. L’operazione Crash sgominò una banda che per mesi aveva seminato terrore. E sempre gli incendi dolosi sono stati la miccia che ha prodotto le due operazioni Histonium 1 e Histonium2. Poi è arrivata l’operazione Adriatico e le inquietanti rivelazioni del collaboratore di giustizia Lorenzo Cozzolino, che hanno alzato un velo su molti attentati incendiari.
©RIPRODUZIONE RISERVATA