Auto bruciata nel rione Santa Rita I residenti: non ci sentiamo sicuri 

Cresce la paura nel quartiere dopo la vicenda del veicolo dato alle fiamme: indagini della polizia Il sindaco Paolini: i cittadini denuncino, vado dal prefetto. L’assessore Paolucci: telecamere in arrivo

LANCIANO. C'è apprensione nel quartiere Santa Rita all'indomani del ritrovamento di un'auto carbonizzata in via Corradino Marciani. Un episodio che ha scosso chi abita nella zona perché avvenuto relativamente presto, attorno all'una di notte, quando i giovani si attardano fuori o magari si incontra ancora qualcuno che rientra da una serata. A preoccupare è soprattutto il timore di rappresaglie e di nuovi episodi di criminalità. Il fatto nel quartiere è stato immediatamente ricollegato al mondo dello spaccio. E dopo quello che è sembrato a tutti gli effetti un avvertimento, si teme con ansia che ci potranno essere reazioni, anche immediate.
«Non ci sentiamo sicuri», racconta una residente che vuole rimanere anonima, «temiamo guerre tra bande e pallottole vaganti, non è tanto un'ipotesi da film. In questo quartiere siamo bersagliati da schiamazzi a tutte le ore, liti, risse, fenomeni di piccola criminalità e ora anche le auto bruciate. Abbiamo paura». Nel rione, che con i suoi circa 10mila abitanti è a tutti gli effetti un grande paese, la transizione da "167" (termine che rimanda alla legge sullo sviluppo edilizio per i quartieri cosiddetti residenziali) a zona in espansione con nuovi palazzi e decine e decine di famiglie con bambini che scelgono di abitare nell'immediata periferia della città, è stata fatta già da diversi anni. C'è una pista ciclopedonale molto frequentata sia di giorno che nelle ore serali, un mega impianto natatorio, il cinema, il nuovo bocciodromo, un eco parco che si ispira alle aree verdi pubbliche del nord Europa, scuole, negozi, un palazzetto dello sport. Ma, ad esempio, il futuristico parco EcoLan, eco sostenibile, con connessione gratuita, dog area, pit stop per sistemare le bici e giochi inclusivi è spesso preda di vandali e baby gang che non si fanno scrupolo di picchiare i più piccoli, rubare, minacciare e fare schiamazzi, in certe strade è meglio non passare e si notano spesso rifiuti e materiali ingombranti abbandonati.
«Chiediamo un presidio di forze dell'ordine nel quartiere», incalza un anziano, «o la figura del vigile di quartiere. Non basta che passino solo le auto delle forze dell'ordine, ci serve che si senta la presenza dello Stato». «Queste persone», spiega Alessandro Lanci, attivista e con due attività commerciali nel quartiere, «si sentono spesso inermi. Non sanno a chi rivolgersi per avere giustizia su piccoli e grandi soprusi quotidiani. A volte sembra una battaglia persa. Ad esempio io ho fatto enormi sacrifici per portare in questo quartiere una galleria d'arte, per abbellire un angolo della strada di verde e panchine, ma gli episodi di vandalismo fanno cadere le braccia a terra».
«Premesso che non credo in uno Stato di polizia», commenta il sindaco Filippo Paolini, «e che al momento non si sa a chi riferire il fatto delittuoso di domenica notte, dico ai cittadini che il primo strumento per avere giustizia è denunciare. Sono in costante contatto con le forze di polizia che effettuano diversi passaggi in auto e domani (oggi per chi legge, ndc) approfitterò di una visita al prefetto per sottoporgli anche la questione sicurezza». «Riceviamo tante segnalazioni», spiega l'assessore alla sicurezza e decoro urbano, Tonia Paolucci, «e per questo da tempo stiamo predisponendo i controlli della polizia municipale con maggiore frequenza. Vogliamo espandere il servizio della videosorveglianza, ma per farlo abbiamo dovuto prima predisporre un regolamento. Le telecamere serviranno anche a scoraggiare il degrado e l'abbandono di rifiuti».
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