Auto sparita, il truffatore arrestato per estorsione

Mario De Marco, 39 anni, ricatta per mesi l’anziana proprietaria di una Citroen C3 «Se vuoi riavere la macchina, devi pagarmi». Bloccato dopo la consegna dei soldi
CHIETI. «Se vuoi avere informazioni sulla tua macchina, mi devi pagare». Così Mario De Marco, teatino di 39 anni, cercava di ottenere denaro da una pescarese di 70 anni che voleva tornare in possesso della sua auto, una Citroen C3. Ma lunedì sera l’uomo è stato arrestato in flagranza per estorsione e truffa: i poliziotti della squadra mobile, diretti dal vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio, lo hanno bloccato in piazza San Giustino.
Per riepilogare la vicenda bisogna tornare indietro a settembre del 2018, quando la donna consegna a un sedicente procacciatore d’affari – Filippo De Marco, il padre di Mario – la Citroen dandogli l’incarico di venderla con “procura”. Da quel momento, però, la 70enne non ha più alcuna notizia dell’affare, tant’è che invita Filippo a restituire l’auto o a pagare quanto dovuto, ovvero 2.300 euro. Non avendo ricevuto risposta, l’anziana decide di presentare una denuncia, ottenendo un decreto di sequestro. Ma il provvedimento del tribunale resta in sospeso perché l’auto non si trova. Da aprile del 2019, la vittima inizia a ricevere una serie di richieste di denaro via sms e social network da un’utenza a lei sconosciuta. In questi messaggi l’estorsore, oltre a inviarle fotografie dell’auto, convince la donna a fare due versamenti da 50 euro ciascuno su una carta Postepay per ottenere notizie sul luogo dove poter ritrovare il veicolo. Arriviamo così a lunedì pomeriggio: la vittima, dopo l’ennesima «richiesta estorsiva», stavolta di 80 euro, decide di presentare una denuncia davanti agli agenti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, che attivano immediatamente gli uomini della sezione reati contro il patrimonio della Mobile.
La trappola scatta alle 19.30, l’orario in cui la vittima ha un incontro in piazza San Giustino con l’estorsore. I sostituti commissari Bruno Gasbarri e Ivan Finore e l’ispettore Walter Iannini assistono in diretta allo scambio: la donna consegna i soldi, De Marco le dà un mazzo di chiavi. E i poliziotti stringono le manette ai polsi del 39enne. L’indagato, su disposizione del pm di turno, Giuseppe Falasca, finisce ai domiciliari. Scatta anche l’accusa di truffa perché quelle chiavi, in realtà, non sono della Citroen ma di un’altra macchina. Nelle prossime ore De Marco, difeso dall’avvocato Mauro Faiulli, potrà fornire la sua versione durante l’udienza di convalida dell’arresto.
L’auto della vittima, invece, è stata ritrovata sotto casa di De Marco. La polizia ha notificato il decreto di sequestro del veicolo al papà dell’arrestato, Filippo, 66 anni: anche lui indagato (è difeso dall’avvocato Corradino Marinelli), deve rispondere di appropriazione indebita. Una volta dissequestrata, la Citroen potrà finalmente tornare alla vittima.
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