Auto speronata da un cinghiale: la Regione deve pagare i danni

L’episodio risale al 30 dicembre 2020: l’animale aveva seminato il panico per ore in pieno centro Distrutta la parte anteriore del veicolo e ora il proprietario sarà risarcito per circa mille euro
CHIETI. La sua auto era stata speronata da un cinghiale in via Salomone, ma ora Gianluca Giannini verrà risarcito dalla Regione Abruzzo che pagherà i danni causati dall’animale al suo veicolo.
Il giudice di pace di Chieti Sandra Cacciatore ha emesso la sentenza e la Regione dovrà tirare fuori, tra spese legali e risarcimento per i danni riportati dall’auto, 2.886, 32 euro.
L’episodio risale a mercoledì 30 dicembre 2020, quando Chieti si è svegliata con un cinghiale a spasso per le vie del centro che ha seminato il panico per alcune ore. Un episodio che aveva fatto scalpore perché il cinghiale era entrato addirittura nel bar tabaccheria Egea e poi si era rifugiato nel cimitero. Qui, due dipendenti della Teateservizi, società partecipata del Comune, l’avevano inseguito a bordo di un’auto riprendendo la scena con il cellulare.
Mentre il cinghiale era scappato nelle campagne vicine, il video era già finito su tutti i social network facendo scoppiare il caso. A margine di quella mattinata di paura, se l’è vista brutta anche Giannini. Alle 8,20 circa, mentre stava attraversando via Salomone a bordo della sua Fiat Fiorino, all’altezza del civico 70 è stato speronato dal cinghiale che ha colpito la parte sinistra del veicolo. L’auto ha riportato danni alla parte anteriore e al fanale (finito in pezzi).
Stando al racconto di un testimone, che ha assistito all’accaduto, l’animale era diretto verso San Giustino, ma poi improvvisamente si è fiondato nella direzione opposta andando a scontrarsi con la Fiat di Giannini, che nel frattempo si era fermato ma è stato comunque caricato. L’uomo non ha potuto fare nulla per evitare l’impatto, e il giudice ha ritenuto che, in questo caso, la responsabilità del danno vada attribuita alla Regione, trattandosi di un animale selvatico e visto che l’ente è chiamato a controllare e tutelare queste specie sul proprio territorio.
«Il vero guaio», spiega Vincenzo Brunetti, l’avvocato che ha difeso Giannini, «è che questo cinghiale è stato libero di scorrazzare nel cuore di Chieti per quasi due ore. Al di là del risarcimento danni, è questa la cosa che più dovrebbe far riflettere. Non è normale la presenza di questi animali sulle strade trafficate di un centro abitato e ciò dimostra la negligenza della Regione».
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