Avvocati alle urne: Antonini e Vassalli sono i più votati

29 Giugno 2019

LANCIANO. Gli avvocati frentani hanno eletto il nuovo consiglio dell’Ordine. In una votazione che si annunciava senza sorprese –in lizza nove candidati per altrettanti posti- si è recato alle urne il...

LANCIANO. Gli avvocati frentani hanno eletto il nuovo consiglio dell’Ordine. In una votazione che si annunciava senza sorprese –in lizza nove candidati per altrettanti posti- si è recato alle urne il 56 per cento dei 388 avvocati iscritti, un numero considerato positivo visto il periodo e la scarsa appetibilità della competizione.
A differenza del passato, infatti, non sono state presentate liste, ma solo il numero indispensabile di candidati per garantire il rinnovo del consiglio. A disposizione di ogni votante sei preferenze, quattro al massimo da esprimere per lo stesso genere. I voti usciti dalle urne, rimaste aperte giovedì e venerdì, sono: 128 preferenze per Tito Antonini, 126 per Silvana Anna Vassalli, presidente uscente, 119 per Antonella Filomena Fantini (consigliere uscente), 99 per Paolo Di Ienno, 85 per Quirino Ciccocioppo (consigliere uscente), 77 per Angelo Manzi, 61 per Rocco Carabba (consigliere uscente), 50 per Cristiana Rulli, 34 per Rocky Mariano. Il nuovo consiglio dell’Ordine si riunirà, probabilmente, venerdì prossimo, 5 luglio, o al più tardi lunedì 8. In quella sede gli eletti nomineranno presidente, segretario e tesoriere. Per la carica di presidente va verso la riconferma Silvana Anna Vassalli, unica donna a guidare un consiglio dell’Ordine forense in tutto il distretto. Ma quali questioni si troveranno ad affrontare gli avvocati frentani, anche in vista della chiusura del tribunale fissata per il 2021? «Sicuramente la prima è l’emergenza del personale amministrativo», spiega l’avvocato Vassalli, «a dicembre andranno in pensione sei unità e in un piccolo tribunale come il nostro non è cosa da poco. Senza contare che il Ministero considera già morti i tribunali chiusi sulla carta. A cascata c’è il discorso di continuare il dialogo politico per poter mantenere la sopravvivenza o modificare la legge sugli accorpamenti dei piccoli tribunali. Altre questioni», continua la Vassalli, «sono quella di rendere telematico anche il processo penale, visti tutti i vantaggi avuti con il processo civile, e la tutela economica degli avvocati con l’applicazione rigorosa della legge sull’equo compenso. Serve, poi, una riorganizzazione del processo, sia civile che penale, ma al tavolo della discussione deve sedere anche l’avvocatura».
Stefania Sorge