Baby gang lancia uova dall’auto in corsa

Tre ragazzi fermati dai carabinieri: «Volevamo punire un 60enne». Avevano anche una pistola giocattolo e un martello
CHIETI . Era dentro la sua auto, vicino alla stazione ferroviaria di Chieti Scalo, quando si è visto arrivare contro una scarica di uova. Ma la spedizione organizzata da tre ragazzini per punire un uomo di 60 anni è stata interrotta dall’arrivo dei carabinieri: nella Daewoo Matiz utilizzata dalla baby gang sono stati sequestrati un grosso martello, un paio di forbici e una pistola giocattolo in metallo, senza tappo rosso, fedele riproduzione di una Beretta, che poteva essere scambiata per un’arma vera anche da occhi esperti. Il movente? Stando al racconto degli autori del raid, tutti denunciati, quell’uomo aveva infastidito una loro amica. Ma si tratta di una circostanza da verificare e che non è assolutamente detto corrisponda alla realtà.
Sono le 5.30 di giovedì quando al 112 arriva una richiesta d’intervento: «Alcuni giovani stanno lanciando uova contro le auto parcheggiate in viale Benedetto Croce: si trovano dentro un’utilitaria di piccola cilindrata di colore nero». Una pattuglia dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti, agli ordini del maggiore Massimo Capobianco, si precipita sul posto. Passano pochi minuti e i militari dell’Arma individuano l’auto segnalata dalla centrale operativa: si tratta di una Daewoo. Dopo un breve inseguimento, la macchina viene fermata e i carabinieri identificano chi c’è all’interno: D.C., 20 anni, conducente e proprietario del veicolo, e i due passeggeri di 16 e 17 anni. Sono tutti studenti, nativi e residenti a Chieti, senza precedenti penali. «Sì, siamo noi che abbiamo tirato le uova», ammettono davanti agli investigatori che chiedono le motivazioni di quel gesto. Emerge così che il terzetto aveva un obiettivo specifico: un uomo di 60 anni che, stando a quanto sostengono, avrebbe importunato in precedenza una loro amica. Ma non ci sono elementi sufficienti per affermare se quel racconto corrisponda o meno a un episodio effettivamente accaduto. Fatto sta che, durante la perquisizione dell’utilitaria, spuntano un’arma finta, un martello in ferro di 29 centimetri e un paio di forbici. Il materiale, che finirà poi sotto sequestro, è nascosto sotto un sedile. Non è chiaro cosa la baby gang volesse fare con quella pistola giocattolo identica a una vera. Sul tappetino, invece, ci sono 7 uova che i ragazzini terribili non hanno fatto in tempo a lanciare dall’auto in corsa. «È roba mia, loro non c’entrano niente», dice l’unico maggiorenne, cercando di assumersi tutte le responsabilità e alleggerire la posizione degli amici. La notte brava del terzetto si chiude con una denuncia a piede libero con le accuse di porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere e danneggiamento, mentre i due minori vengono riaffidati ai genitori.
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