Bagni chiusi alla Marina, la pipì si fa per strada

27 Giugno 2016

Tornano rabbia e proteste: dei tre wc della zona nessuno è stato riaperto nonostante tanta gente

VASTO. Feste, concerti e grandi bevute e poi la riviera si trasforma in un urionatoio pubblico. I vastesi tornano a chiedere la riapertura dei bagni pubblici e l’affidamento della gestione a una coopertiva di giovani.

Rabbia e proteste alla Marina. L'inaugurazione delle manifestazioni estive e l’arrivo dell’estate meteorologica hanno riportato sulla riviera vecchi problemi che ora rischiano di provocare furiose litigate. Perché le famiglie che uscendo di casa scoprono di avere fiumi di urine davanti ai portoni sono esasperate e aspettano al varco l’arrivo degli urinatori. Questi ultimi si giustificano dicendo di non avere un bagno dove andare a fare i bisogni.

Vasto marina di bagni pubblici ne ha tre: uno all’altezza della Bagnante, l’altro alla rotonda , l’ultimo vicino alla medicina turistica. «Non sarebbe il caso di riaprirli?», chiedono i residenti della riviera. «Respirare odore di pipì vicino alle case e lungo le strade non è certo un bel biglietto da visita per la città», rimarcano i cittadini. Fino a qualche mese fa essere sorpresi ad urinare sarebbe costato tre mesi di arresto e 206 euro di multa. Così recitava l'articolo 726 del codice penale per chi nonostante divieti e diffide, si fosse ostinato ad urinare davanti all’ingresso delle abitazioni private. Un recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito invece che urinare in luogo pubblico non è reato. La notizia ha fatto arrabbiare i vastesi costretti a sopportare l’arroganza e la prepotenza di persone, spesso ubriache, che urinano davanti alle loro case a qualsiasi ora e se ripresi o invitati ad allontanarsi si vendicano. (p.c.)

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