Ball, Micucci con il Tricolore davanti alla ditta: ora resistenza

SAN MARTINO SULLA MARRUCINA. Doppio incontro per la vertenza Ball: domani dal prefetto e nella seconda parte della settimana in Confindustria. Il primo incontro è propedeutico all’apertura di un...
SAN MARTINO SULLA MARRUCINA. Doppio incontro per la vertenza Ball: domani dal prefetto e nella seconda parte della settimana in Confindustria. Il primo incontro è propedeutico all’apertura di un tavolo nazionale sull’industria di lattine che la multinazionale Ball vuole chiudere a partire dall’anno prossimo. Il secondo incontro serve per capire se la multinazionale ha deciso di accettare l’offerta dei 70 dipendenti Ball pronti a rinunciare ai premi di produzione - circa 2 milioni e mezzo in tre anni - e del sindaco di San Martino Luciano Giammarino pronto a fare sgravi fiscali su Imu e Tari pur di non far chiudere la fabbrica.
«Per confrontarci alla pari con la multinazionale», dice il sindacalista Fim Cisl Dorato Di Camillo, «dobbiamo innanzitutto trasferire la vertenza a Roma. E per farlo abbiamo dovuto innanzitutto interessare il rappresentante del governo centrale sul territorio, vale a dire il prefetto Aldo Corona». E a Roma i sindacati si presenteranno non solo con i 70 dipendenti Ball, più i 15 dell’indotto, lasciati senza lavoro, ma con i problemi di un intero comprensorio che rischia di arrivare al collasso. Perché prima della Ball c’è stata la delocalizzazione della Lazzaroni - da Pretoro a Isola Del Gran Sasso - e prima ancora tante altre realtà che hanno chiuso i battenti. Un territorio così martoriato non può permettersi di perdere anche la fabbrica di lattine che, tra l’altro, non ha al momento problemi di mercato e ha standard qualitativi molto alti.
«La scorsa settimana Fiom e Fim nazionali hanno inviato la richiesta ufficiale al Ministero dello sviluppo economico per un incontro ufficiale», fa sapere Andrea De Lutis della Fiom Cgil, «nel vertice con la Prefettura cercheremo di accelerare i tempi. Nel frattempo stiamo cercando di coinvolgere anche i lavoratori dello stabilimento di Nogara dove la proprietà dice di voler spostare la produzione che ora viene realizzata a Sa Martino. Una promessa che secondo noi non verrà mantenuta, perché intanto per un anno la produzione verrà delocalizzata in Serbia e in Spagna. E dunque, a mio avviso, anche Nogara sta rischiando grosso».
Nel frattempo il sindaco di Rapino Rocco Micucci ha deciso di festeggiare la festa dell’Unità d’Italia davanti alla Ball, «fabbrica sotto attacco», l’ha definita, dicendo no agli «stranieri che pensano solo al proprio profitto. Approfittando fin quando si può e poi andando via come nulla fosse». Il sindaco ha lasciato una bandiera tricolore affissa ai cancelli della fabbrica. Simbolo della resistenza del territorio contro la delocalizzazione. (a.i.)
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