Bandiera blu, due Comuni pronti a denunciare la Sasi

Niente vessillo della Fee per San Vito e Rocca. Di Rito: è colpa dei depuratori Catenaro e Comini: citeremo gli enti che scaricano acque sporche nel Feltrino
SAN VITO. La mancata assegnazione della Bandiera blu alle spiagge di San Vito e Rocca San Giovanni potrebbe avere strascichi legali. I due Comuni sono pronti a citare in giudizio la Sasi, per quanto riguarda la questione dei depuratori sequestrati, e San Vito è pronto a rifarsi anche sui Comuni a nord del Feltrino, come Lanciano e Treglio, che scaricano acque non pulite nel fiume. «C’è delusione per il mancato riconoscimento della Fee», dice il sindaco di San Vito, Rocco Catenaro, «perché abbiamo dati su turismo, ambiente e qualità delle acque molto buoni». «La Fee nell’assegnare le bandiere si basa su criteri oggettivi», aggiunge l’assessore all’ambiente Luigi Comini, «che abbiamo rispettato e rispettavamo, altrimenti la domanda che si presenta a dicembre non l’avremmo fatta. Le acque di balneazione nei due tratti analizzati sono ottimi, il nostro depuratore è l’unico che funziona di tutta la costa, la raccolta differenziata è al 72%. A questo punto abbiamo dubbi su come l’ente faccia le valutazioni. C’è il problema del Feltrino, che deve essere risolto, ma non rientra nei parametri Fee. Siamo vittime», rimarca Comini, avvocato, «perché la foce del fiume è inquinata dai Comuni a nord e dagli scarichi abusivi. Su di loro, oltre che sulla Sasi, potremmo intraprendere azioni legali per inadempienze varie».
«Il problema del nostro Comune sono i depuratori ancora sotto sequestro», dice invece il sindaco di Rocca, Gianni Di Rito (primo da sinistra in foto con Catenaro e Comini), «nel dicembre 2014, quando ho fatto la domanda alla Fee, la Sasi aveva inviato documenti sul perfetto funzionamento dei due impianti, che dal 2010 chiedo di spostare. Poi è arrivato il sequestro che continua. Le mancanze sono della Sasi, non del Comune. L’anno scorso ho chiesto un risarcimento danni alla Sasi per il ritiro della Bandiera blu a causa dei depuratori sequestrati, ora l’ha fatto anche il Ministero chiedendo 25 milioni di euro». «Se la mancata assegnazione è per il mal funzionamento dei depuratori occorre spingere la Sasi a fare il ripristino funzionale degli impianti», sostiene il gruppo di minoranza consiliare “Insieme per Rocca”, «i sindaci sono anche autorità sanitarie, per cui avrebbero dovuto vigilare maggiormente sullo stato della depurazione delle acque. Noi abbiamo fatto interventi per sanare situazioni gravi e urgenti di scarichi non depurati e sversati nei ruscelli. Non riteniamo, poi, accettabile rinunciare a presentare la domanda per la Bandiera blu, piuttosto sarebbe auspicabile una maggiore attenzione all’ambiente da parte dei Comuni di Rocca e San Vito».
La minoranza di San Vito chiede, invece, di non presentare domanda alla Fee. «L’elemento più aberrante sulla mancata assegnazione del vessillo», sostiene Roberto Nardone, consigliere di San Vito bene comune, «è l’assoluta mancanza di trasparenza della Fee, ente privato, che non ha neanche comunicato quali sarebbero i criteri non rispettati dai Comuni. Nel futuro è bene tralasciare la richiesta di assegnazione della Bandiera blu, anche per l’aspetto economico, e investire quei soldi su spiagge e servizi».
Sulla questione depuratori interviene anche il Forum per l’acqua che critica le dichiarazioni del presidente Sasi, Gianfranco Basterebbe, su acque eccellenti e depuratori funzionanti: «Mette la polvere sotto al tappeto. Ci sono centinaia di verbali contestati alla Sasi: 174 sanzioni solo nel 2015 in provincia di Chieti. E la qualità delle acque non è affatto eccellente».
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