Banditi mascherati rapinano 12mila euro

Entrano nell’ufficio del Theate Center e puntano la pistola alla direttrice La donna e una collega colte da malore e trasportate al policlinico
CHIETI. Entrano mascherati nell'ufficio postale del Theate Center, puntano la pistola contro la direttrice e rapinano 12mila euro, dopo aver pedinato i vigilantes dell’Ivri che entravano nell'ufficio per ricaricare il postamat. Il colpo di Carnevale va a segno intorno alle 9.30 di ieri: terrorizza clienti e dipendenti. In due accusano un malore e finiscono in ospedale. «Dammi tutto quello che hai», grida uno dei due banditi alla direttrice di nome Annamaria che era sul retro dell'ufficio, puntandole l’arma in faccia e facendosi consegnare una borsa con dentro il bottino. Una collega della donna, nel frattempo, preme più volte un pulsante nascosto per dare l'allarme, ma quel tasto non funziona. I rapinatori così hanno tutto il tempo di fuggire via a piedi, dirigendosi verso la sede dell'Inail. Una volta attraversate le scalette che si trovano lì sotto, arrivano ai parcheggi sotterranei, dove ci sono almeno 5 uscite di sicurezza. I rapinatori, così, riescono a dileguarsi, facendo perdere le proprie tracce. Intanto all'interno dell'ufficio restano tutti atterriti in attesa dei carabinieri e dell’ambulanza del 118. Le porte dell'ufficio vengono sbarrate: "chiuso per rapina" si legge ora su un cartello affisso all'entrata. Il 118 soccorre le due donne rimaste sconvolte dalla vicenda. La direttrice, che si è ritrovata con una pistola puntata addosso, viene trasportata al Santissima Annunziata in codice giallo e ancora sotto shock, dopo essere stata colpita da un malore. Anche l'altra impiegata ha raggiunto l'ospedale, ma in codice verde. LE TESTIMONIANZE. Nel corso delle mattinata spunta un testimone oculare della rapina, il signor Alessio, che si trovava proprio in quell'ufficio al momento del colpo: «Avevo appena pagato un bollettino postale. Ero distratto, mentre utilizzavo il telefono e mi stavo facendo i fatti miei. Ad un tratto si avvicina un signore che era in piedi all'ingresso, sembrava un cliente normale. Mi scansa e mi dice di allontanarmi. Mi sono reso conto che aveva una pistola in mano e che era un rapinatore, aveva il volto coperto ed occhiali da sole», racconta, «è stato un attimo. I rapinatori erano due. Ma quando sono iniziate le urla delle persone che erano lì, ormai erano fuggiti».
Erano mascherati da Carnevale: «Uno dei due aveva una maschera in lattice con un berretto, ma a prima vista, quello sembrava un volto normalissimo. Poi ho capito che l'uomo indossava la maschera, si vedeva che era di gomma, ma ben disegnata, fatta bene. Poi ho notato che la "pelle" non era attaccata all'occhio e mi sono detto, quella è una maschera». L'altro, invece «portava una mascherina da sci, tipo bandana, di plastica», continua il testimone oculare, «berretto, occhiali da sole specchiati, con guanti in lattice da chirurgo, azzurri. Impugnava la pistola». Ma il testimone non era solo: «Ero insieme ad un collega che non si è accorto di niente, poi gli ho detto: allontanati. Io, a dire la verità, sono rimasto freddo. E' stato veramente un attimo». Lo shock, per le due donne coinvolte, arriva dopo la fuga dei banditi: «A quel punto la direttrice si è messa ad urlare. Penso sia stata lei la persona colpita direttamente dal fatto, le hanno anche puntato la pistola». Una testimonianza che si rivela fondamentale e già resa ai carabinieri: «Credo di aver sentito un dipendente che diceva che era appena passato un furgone dell'Ivri. Quindi probabilmente i due banditi hanno seguito la vettura e poi hanno agito dentro le Poste». Arrivano anche le ricostruzioni delle due dipendenti soccorse dal 118: «Sono entrati i vigilantes dell’Ivri e immediatamente dopo anche i due banditi, vestiti con maglioni scuri. Sembravano anche loro delle guardie giurate. L'uomo con la pistola, forse giocattolo, è andato direttamente verso la direttrice, puntandole l'arma addosso, e dicendo: dammi tutto quello che hai. Altri soldi, altri soldi. Lui era di statura bassa, circa un metro e settanta e di corporatura esile», dice una delle due dipendenti, «portava un copri volto fino all'altezza del naso. L'altro era alto e robusto, circa un metro e ottanta di altezza, ed entrambi avranno avuto tra i 25 e i 30 anni di età, di origine italiana» continuano le due donne, che ieri stesso sono state dimesse. Sulla vicenda sono in corso le indagini dei carabinieri. E’ caccia ai rapinatori, certamente italiani. Uno basso, l’altro robusto ed alto. Senza un accento particolare e di età compresa tra i 25 e i 30 anni.

