Bar giapponese e braceria Ecco i nuovi locali della città

30 Marzo 2016

Carlo Bascelli, la moglie Mirella e le tre figlie si inventano il “3.2” in via Arniense In via Vicentini c’è il Neko Maid Cafè dei fratelli Di Somma con le cameriere in sexy-mise

CHIETI. «La svegliamo noi la città della camomilla». Carlo Bascelli, sinora titolare di una storica tabaccheria di piazza Matteotti, ora proprietario di un nuovo locale in via Arniense, non si arrende all’idea di un centro storico dove sono più le saracinesche che si abbassano per sempre che quelle che si alzano.

«Ci vuole un po’ di coraggio», dice, «noi ci stiamo provando. Vedremo». Per il nuovo locale, il “3.2 Eat Gustando”, aperto mercoledì scorso in via Arniense è certamente una sfida, che però il signor Bascelli affronta con la forza di una famiglia coesa. Lo stesso nome del locale fa capire che, in realtà, si tratta di una impresa familiare, che nasce soprattutto dalle intraprendenti figlie di Bascelli: Angela, Giorgia e, la più piccola, Carla.

Sono loro il “3” del nome del locale. Il “2” è rappresentato, invece, dalla mamma e dal papà, Carlo, appunto, e la signora Mirella Di Sario. In questa impresa familiare, poi, impossibile non nominare Dino Di Sario, alla braceria, che rappresenta uno dei punti di forza del locale, visto che si possono gustare anche gli arrosticini, e l’Andy Garcia in chiave abruzzese, ovvero il piazzaiolo Davide Orlandi. «Mi divertivo a fare la pizza a casa in famiglia», continua il signor Bascelli, «ora lo posso fare anche come lavoro. Anche se occorre dire che saranno soprattutto le due figlie maggiori a fare la maggior parte del lavoro». L’impresa familiare dei Bascelli non è l’unica novità in centro storico.

Lo scorso 7 marzo ha aperto un altro locale nel cuore della città. Ed è un esperimento assoluto. Si pensi che è il terzo in Italia che ha deciso di adottare questa formula. Parliamo del Neko Maid Cafè di via Vicentini 22, gestito anche in questo caso da tre fratelli. Sono Mattia, Francesco e Simona Di Somma, figli di un ispettore di polizia, Marco Di Somma, in forza alla Questura di Chieti. I ragazzi hanno deciso di riprendere un marchio particolare, quello del Maid Cafè, un tipo di caffetteria nata agli inizi del XXI secolo in Giappone che si ispira alla moda franco-inglese dell’epoca. Le cameriere sono, infatti, vestite a tema con gonne corte e svolazzanti, grembiulini bianchi e frontini tra i capelli. L’usanza vuole che le si veda girare per la città in questa particolare mise stile sexy-vittoriano, in modo da suscitare curiosità sul locale, che, tra le altre cose, offre anche una fumetteria.

Nonostante siano in tanti a pensare al centro storico teatino come zona morta dal punto di vista commerciale, l’esperimento sembra sinora funzionare, tanto è vero che la clientela arriva anche da fuori città per visitare il bar con fumetteria annessa. Il fumetto più richiesto, ci dicono i proprietari, è il celebre “Death Note”, un manga ideato e scritto da Tsugumi Oba e disegnato da Takeshi Obata. Il locale, chiuso il mercoledì, è aperto dalle 7 alle 21, ma il venerdì e il sabato l’orario di chiusura si allunga sino alla mezzanotte ed oltre. È allora che il bar diventa meta della movida giovanile, animata dalle belle cameriere che hanno tutte un nome d’arte giapponese: Simona Di Somma è Reiko, che significa figlia della grazia, Debora Dell’Osa è Nami, cioè onda, Federica Ricci è Hachiko, che sta per il numero 8 (che in Giappone porta fortuna), Anael Sebastiani è Juki, neve, Esmeralda Koci è Minori, verità, e Irene Sartorelli è Sayiuri, sincerità.