Barista aggredito da ambulante abusivo
Il gestore lo allontana dal locale e il venditore gli sputa in faccia e gli rompe una mano: «In centro non se ne può più»
LANCIANO. L’atteggiamento insistente dell’ambulante, l’invito del titolare a lasciare il locale e poi lo scontro, prima verbale e poi fisico. È finito all’ospedale il gestore di un pubblico esercizio del centro città, aggredito da un giovane africano di quelli che, dal Pescarese, raggiungono Lanciano per vendere piccoli oggetti o chiedere soldi nei parcheggi. L’episodio è avvenuto alle 14 di sabato, ma soltanto ieri è trapelato in città. «Era venuto nel locale giorni addietro, voleva che gli cambiassi i soldi», racconta al Centro A.R., che chiede riservatezza. È provato, ha il labbro inferiore spaccato e ricucito con qualche punto e la mano sinistra fasciata. «Gli ho detto che non glieli cambiavo e se ne è andato mandandomi a quel paese», racconta il commerciante, «sabato è tornato. Stavo parlando con altre persone nel locale e l’ho riconosciuto. Non mi era piaciuto l’atteggiamento di qualche giorno prima, così gli ho detto di andare via. A quel punto mi ha preso a parolacce e mi ha sputato in faccia. Poi mi ha dato una gomitata sul labbro, io allora ho reagito». Ne è nata una colluttazione, botte date e prese. Alla fine il giovane africano, sui 30 anni, si allontana e sale su un pullman. Al barista non resta che farsi curare in Pronto soccorso. «Non ho chiamato le forze dell’ordine perché pensavo che fosse finita lì», spiega, «ma i medici mi hanno riscontrato la frattura del quarto metacarpo. Mi hanno dato 30 giorni e dovrò anche operarmi. Dopo i controlli medici, sporgerò denuncia».
Ogni giorno, specie in quelli di mercato, da Pescara e Montesilvano arrivano in treno frotte di venditori ambulanti. Dalla stazione di via Bergamo raggiungono poi il centro con il bus navetta. «Al loro arrivo e al momento di ripartire c’è il caos», dice ancora il barista, che non vuole farne un caso di razzismo, «non sono tutti uguali, ma molti sono maleducati e insistenti. Cercano sempre monetine, comprano qualcosa e vogliono pagarlo meno. Vediamo di tutto e abbozziamo, ma fino a quando si può sopportare?». L’episodio sta già rinfocolando, specie sui social, le polemiche sul bando da otto milioni di euro indetto dal Comune per la gestione del centro Sprar che potrà ospitare fino a 90 rifugiati o titolari di protezione internazionale e umanitaria. Niente a che vedere, quindi, con il fenomeno del pendolarismo per accattonaggio, contro il quale spesso scattano i controlli delle forze dell’ordine. I venditori abusivi vengono fermati e sottoposti a controlli, al termine dei quali vengono invitati a lasciare la città. Ma nulla impedisce loro di tornarvi prima o poi.
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