«Basta col Parco in lista d’attesa da 16 anni»

Costa teatina. Sei associazioni scrivono a Mattarella e Gentiloni: qui si continua con cemento e petrolio
VASTO. È in lista d’attesa da 16 anni il Parco della costa teatina. Un record in negativo per l’area protetta che dovrebbe tutelare il tratto di litorale tra Ortona e San Salvo da cemento, petrolio e progetti di alto impatto ambientale come quello che prevede la realizzazione di un impianto per la produzione di leganti idraulici (cemento) nella fascia di protezione esterna della riserva di Punta Aderci. Dei pericoli incombenti legati al mancato varo del Parco si sono fatti portavoce Wwf, Legambiente, Fai, Italia Nostra, Pro Natura e Mare Vivo che hanno scritto al presidente del consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni e al capo dello Stato, Sergio Mattarella. È questa la strada scelta dalle sei associazioni abruzzesi per sollecitare la conclusione dell’iter istitutivo iniziato nel 2001. «Non crede, presidente, che un simile comportamento delle istituzioni dello Stato, che ignorano le leggi, possa allontanare sempre di più i cittadini da coloro che rappresentano quelle istituzioni?», scrivono i responsabili dei sodalizi, «il mancato varo del Parco serve solo a chi continua a scommettere su petrolio e cemento, bloccando l’opportunità di creare una nuova dimensione di gestione e pianificazione territoriale, in modo da porre fine all’aggressione continua del litorale. Un tratto di costa che fa i conti con progetti datati e dannosi. Ci riferiamo», proseguono le associazioni, «ai sequestri legati alla cementificazione selvaggia e al ritorno del progetto della Escal (ex Vastocem) a ridosso della riserva di Punta Aderci, terza spiaggia più bella d’Italia. Quest’ultimo progetto è sostenuto da Mario Olivieri, uno dei proponenti, con Abruzzo Civico, della risoluzione contro il lavoro dell’allora commissario Giuseppe De Dominicis approvata nel 2015 dal consiglio regionale. Lo stesso consigliere regionale che propone oggi di presentare col gruppo locale “Il Nuovo Faro” una proposta di riorganizzazione dell’area portuale, dimenticando che il leader del Nuovo Faro, Edmondo Laudazi, è il tecnico che ha firmato il progetto originario di Vastocem». Esternazioni che Olivieri definisce «allucinate». «Gridare allo scandalo a fronte di una proposta di riorganizzazione che tende a garantire la convivenza tra le aree protette e il corretto utilizzo tra le diverse funzioni espletate da anni (porto, zona industriale, riserva) nella logica della tutela e dello sviluppo del territorio, dimostra che si preferisce far prevalere gli interessi di piccole parrocchie ambientaliste», replica Olivieri
Anna Bontempo
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