Batterie e pezzi falsi per cellulari: scoperta una rete internazionale

La guardia di finanza sequestra 20mila parti di ricambio e accessori vari per telefoni con marchi falsi Decine di perquisizioni in aziende di tutta Italia e in Slovenia. Sono ventidue le persone indagate
ORTONA . Imponente operazione nella lotta alla contraffazione. Oltre 100 militari della guardia di finanza in forza a 40 reparti dislocati sull’intero territorio nazionale hanno eseguito decine di perquisizioni in aziende e locali commerciali, che hanno portato al sequestro di circa 20mila parti di ricambio ed accessori vari (cover, batterie, display) per la telefonia mobile, tutti riportanti marchi falsi. È partito tutto dalla guardia di finanza di Ortona, all’esito di una complessa indagine, coordinata dal procuratore capo di Lanciano Mirvana Di Serio e dal sostituto procuratore Francesco Carusi, che ha consentito di smantellare una intera filiera commerciale presente su tutto il territorio nazionale e che importava dalla Slovenia i prodotti riportanti i loghi contraffatti dei più noti marchi del settore: Apple, Samsung, Huawei, Xiaomi. La procura frentana ha avviato una rogatoria internazionale con le autorità giudiziarie e di polizia slovene, al fine di colpire anche il terminale di accesso europeo dei prodotti contraffatti, verosimilmente provenienti dalla Cina, che risultava essere una società di e-commerce con sede a Nova Gorica.
Le indagini, partite lo scorso autunno con i controlli effettuati per il contrasto al fenomeno della contraffazione, avevano consentito già in quella prima fase, di pervenire al sequestro di oltre 15mila pezzi rinvenuti all’interno di alcuni esercizi commerciali della provincia di Chieti. Ma l’attività delle Fiamme Gialle ortonesi non si è fermata: con una disamina della documentazione contabile rinvenuta ed una correlata attività di analisi condotta sulle banche dati in uso al Corpo, è stato possibile ricostruire l’intera filiera commerciale di distribuzione e vendita in Italia di tali prodotti, fino ad individuare nella società slovena di e-commerce il principale canale di ingresso e di approvvigionamento degli stessi sul territorio nazionale. È stato così possibile tracciare una precisa mappa dei centri di stoccaggio dei prodotti contraffatti presenti sul territorio nazionale che, a sua volta, ha consentito di individuare numerosi negozi e piattaforme di vendita on-line dove gli ignari clienti potevano acquistare a prezzi più favorevoli accessori e parti di ricambio per i loro telefoni cellulari, ritenendoli originali.
Sono 22 gli indagati, tutti titolari di imprese italiane che hanno importato i prodotti contraffatti nonché i responsabili della società slovena. Il reato contestato è quello di “introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi”, che prevede una pena della reclusione fino a quattro anni per chi introduce nello Stato e fino a due anni per colui che vende tali prodotti.
Fondamentale per il buon esito dell’indagine è stato il ricorso ai canali di cooperazione giudiziaria e di polizia a livello internazionale da parte del pm inquirente il cui ordine europeo di indagine è stato recepito dal collaterale sloveno e ha così permesso di conferire all’operazione una maggiore incisività ed efficacia. «Alle operazioni in territorio estero», recita una nota della Finanza, «erano presenti anche militari della guardia di finanza di Ortona che, oltre a coadiuvare in veste di osservatori i propri colleghi sloveni, hanno potuto acquisire ulteriori elementi investigativi che, si spera, potranno rivelarsi utili per risalire al materiale produttore dei beni contraffatti».

