Bendotti: la Regione è assente per il sociale
Tante chiamate al Comune sulle nuove restrizioni. L’assessore: noi al lavoro, manca la cabina di regia
LANCIANO . L’intero territorio abruzzese è in zona rossa da oggi al 3 dicembre e «l’assessorato regionale alle politiche sociali risulta non pervenuto». È il j’accuse che lancia l’assessore alle politiche sociali, Dora Bendotti, alle prese, con pochissime ore di preavviso, con decine di telefonate da parte di famiglie e operatori presi dal panico per gestire, al netto delle nuove restrizioni anti Covid, situazioni che già di per sé risultano molto delicate. «Non solo la comunicazione è a singhiozzo e disorganizzata tra il governo regionale e i Comuni», critica Bendotti, «ma in questo caso il settore delle politiche sociali è completamente assente, si rischia di essere gli invisibili degli invisibili, con i Comuni, assessori, sindaci e dirigenti a correre ai ripari per rispondere ai bisogni di categorie fragilissime, che scontano già una quotidianità difficile e che con il lockdown prima e la zona rossa poi hanno paura di restare emarginati in una crisi sanitaria ed economica senza precedenti». Il problema riguarda ad esempio i centri diurni. Come vanno considerati? E come si può intervenire con le famiglie per cercare di tamponare l'emergenza?
«Manca totalmente una cabina di regia da parte della Regione», rimarca l’assessore, «da due anni non c’è stato un incontro tecnico e organizzativo o operativo per cercare di rendere il più possibile omogenei gli interventi territoriali. In questo settore specifico un ente sovraordinato non può limitarsi a recepire il dpcm governativo, ma deve prevedere le infinite sfaccettature che la gestione delle categorie fragili prevede. La disabilità non è in alcun modo disciplinata».
«Da qualche ora», prosegue Bendotti, «stiamo ragionando su cosa fare. Ad esempio ho convocato tutti i dirigenti scolastici perché abbiamo intenzione di mettere in campo un servizio comunale per evitare la dispersione scolastica e accompagnare nella didattica a distanza i bambini a rischio e quelli disabili. Vogliamo potenziare il servizio di assistenza domiciliare ai minori e abbiamo già trovato i fondi. Resta tuttavia aperta la questione dei centri diurni. Se alcuni servizi domiciliari sono stati sospesi perché le famiglie hanno deciso di attendere fino al 3 dicembre, dall’altro lato i centri sono un servizio essenziale per molti. Ma per la Regione il settore è invisibile».

