Berlusconi promette: «A ottobre verrò a Chieti»

Il leader di Forza Italia accoglie a Palazzo Grazioli gli imprenditori De Cesare Ma il motivo dell’incontro per ora deve rimanere un segreto (è politico?)
CHIETI. Se Berlusconi decide di incontrare i De Cesare a Palazzo Grazioli un motivo c’è. Ma la famiglia di costruttori teatini se lo tiene stretto. Nulla (o quasi) si lasciano sfuggire Angelo, Federico e Paolo De Cesare, della serata trascorsa con il papà di Forza Italia che li ha accolti in casa, tra tappeti, quadri e specchi da capogiro, con una battuta che ha lasciato senza parole gli ospiti: «Tui sei Paolo, hai 23 anni. Tu Federico ne hai 25. La vostra impresa ha 154 anni, voi rappresentate la quinta generazioni». Insomma, Silvio Berlusconi sapeva tutto dei De Cesare. Sapeva del bisnonno Antonio, che nel 1910 rifece la cripta di San Giustino, quindi di nonno Angelo, di Ulrico, di Angelo jr, vicepresidente nazionale dei costruttori e dei figli Paolo e Federico, ai quali si è rivolto con consigli e qualche aneddoto sagace. «Ho 56mila dipendenti e 12 miliardi di fatturato. Ma è buona usanza inviare gli auguri a ciascun dipendente per il compleanno. A quelli un po’ più importanti mando un regalo insieme alla mail e ai più stretti collaboratori telefono di persona». Nella casa dall’arredamento strepitoso, dove verso la fine dell’incontro è giunto anche Paolo Buzzetti, presidente uscente dei costruttori italiani, i De Cesare hanno strappato una promessa a Berlusconi. Quella di venire a Chieti in una data non ancora stabilita di ottobre, magari ospite del Circolo degli Amici di cui Paolo De Cesare è presidente. «Verrò sicuramente», avrebbe risposto Berlusconi all’invito di papà Angelo che però non si fa sfuggire neppure una sillaba sui veri motivi della visita romana avvenuta mercoledì scorso.
Guai a svelare in anticipo i progetti di Berlusconi, politici o imprenditoriali che, nel suo caso, a partire dal 1994, si sono sempre intersecati, sparigliando i calcoli e la geografia della politica e la partitica tradizionali. E se il leader di Forza Italia volesse mettere in cantiere un nuovo partito-non partito? Una Forza Italia 2.0 che, come referenti, avrà imprenditori di spicco ed esponenti della società civile di ciascuna regione italiana, tra cui anche l’Abruzzo? Le due domande girate ai De Cesare restano però senza risposte.
Evidentemente la posta in palio è alta e concreta. Del resto non capita spesso e a chiunque che Berlusconi incontri in casa propria costruttori abruzzesi con cui resta a parlare a lungo facendo anche considerazioni sul governo Renzi e sui dati della crisi, prima di andare a cena con tutti i senatori di Forza Italia sulla terrazza del prestigioso hotel Bristol Bernini del senatore Barnabò Bocca. Ma, ad incontro finito, Berlusconi ha voluto personalmente accompagnare Angelo, Federico e Paolo De Cesare fino alla porta dell’ascensore. Sovrastato fisicamente dai tre si è infine raccomandato con loro: «Scendete uno per volta». E li ha salutati con una calorosa stretta di mano e un arrivederci a Chieti.

