Bernabeo, ricorso al Tar contro riordino e tagli

Ortona, giovedì prossimo in consiglio comunale la proposta di delibera di Cieri «I giudici dicano se la Regione può mettere la parola fine sul nostro presidio»
ORTONA. Tentare di salvare ad ogni costo i reparti dell’ospedale di Ortona, anche ricorrendo al Tar se necessario. Dopo le ultime vicende che si sono vissute in consiglio regionale, con la votazione di un provvedimento attraverso cui si invita il governatore Luciano D’Alfonso a rivedere il decreto n.55/2016 con il quale si è approvato il “Piano di riqualificazione del sistema sanitario abruzzese 2016/2018”, le forze di centrodestra ortonese rilanciano la sfida sulle sorti del Bernabeo. E così il 28 luglio, in consiglio comunale, su richiesta del capogruppo consiliare di Forza Italia, Tommaso Cieri, verrà discussa una proposta di delibera con la quale si chiede, per dare più sostanza a quanto già stabilito a livello regionale, che venga indicato un rappresentante istituzionale del Comune pronto ad avanzare formale richiesta di modifica del decreto, e cioè «di mantenere i reparti da sopprimere e soprattutto che venga mantenuto il Pronto soccorso», spiega proprio Cieri. «Inoltre, con la delibera si decide, se non si raggiunge il risultato richiesto, di impugnare il decreto davanti al Tar affinchè, con il suo annullamento vengano riconosciute le ragioni del presidio ospedaliero di Ortona».
La discussione del punto all’ordine del giorno è stata fissata nel primo consiglio comunale utile, considerando i termini della possibilità di impugnativa del decreto davanti al Tar che, se scaduti, non consentirebbero più l’impugnativa stessa. «È ora di passare ai fatti, è ora che l’amministrazione comunale, dopo mille incontri e numerosi ordini del giorno, si assuma la responsabilità di un’iniziativa seria, concreta e risolvente nei confronti dell’ospedale», sostengono le forze di centrodestra. «È necessario che gli argomenti utilizzati in questi mesi vengano portati all’attenzione del Tar, e che questo stabilisca se sussistono le condizioni affinchè la Regione possa in maniera così drastica, dura e in aperta disparità di trattamento tra territori, porre la parola fine su di un presidio ospedaliero di territorio qual è il Bernabeo».
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