Bernini parla agli studenti: «Credeteci senza paura»

18 Gennaio 2024

Il ministro dell’Università alla d’Annunzio: «È un ateneo pieno di passione»

CHIETI. «Credeteci senza paura. Non fatevi paralizzare dalla paura di sbagliare e non limitate le opportunità della vita. Credete in voi stessi anche quando cadete: capita di rialzarsi anche migliori di prima». È questo l’augurio di Anna Maria Bernini, ministro dell’Università e della ricerca, ai giovani dell’ateneo d’Annunzio in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2023-2024.
L’arrivo del ministro Ieri mattina, di neroverde vestita per una pura casualità, il ministro Bernini è arrivata nel campus teatino: ad accoglierla emozionato – per il primo anno con l’ermellino sulle spalle – il rettore Liborio Stuppia. «Ecco perché ho visto il rettore particolarmente entusiasta del mio outfit», ha scherzato subito ai microfoni della stampa Bernini, «giuro che non ci avevo fatto caso. La prossima volta sarò biancoazzurra per il Pescara. Dai, non lo sapevo, non vorrei essere fraintesa». A stringerle subito la mano anche il direttore generale dell’ateneo Giovanni Cucullo, l’ex rettore Sergio Caputi e il sindaco di Chieti Diego Ferrara. Gremito l’auditorium del rettorato dove si è svolta la cerimonia: in prima fila il deputato Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, l’assessore Daniele D’Amario e i consiglieri forzisti Sara Marcozzi e Mauro Febbo. C’erano poi l’arcivescovo, monsignor Bruno Forte, e Massimo Tiberini in rappresentanza della Provincia. Poi i vertici di polizia di Stato, Arma dei carabinieri, guardia di finanza, Asl di Chieti e Pescara, Confindustria e Camera di Commercio, i sindaci di Pescara, Francavilla, Spoltore, San Giovanni Teatino, Montesilvano e Ortona.
LA CERIMONIATutti in piedi per applaudire l’ingresso del ministro in rettorato. Sulle note dell’inno nazionale cantato dal coro “Ud’A Incanto” (direttore artistico Christian Starinieri) si è aperta la cerimonia, preceduta dall’ingresso della rappresentanza studentesca, del corteo accademico e dei direttori dei 13 dipartimenti di ateneo. Dopo l’intervento del rettore Stuppia che ha ribadito l’importanza dell’internazionalizzazione come fonte di apertura e crescita culturale, sono intervenuti il professore Pierluigi Sacco, ordinario di Politica economica nel dipartimento di Scienze filosofiche, pedagogiche ed economico-quantitative, sul tema del welfare culturale. «La cultura deve essere uno strumento di benessere psico-fisico e di cura», ha detto. Poi Annarita Tomei, in rappresentanza del personale dell’ateneo, e Francesco Colangelo, rappresentante degli studenti.
UN ATENEO PIENO DI PASSIONE
Il messaggio lanciato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella di «emozionare gli studenti trasmettendo loro cultura e conoscenza» è stato portato da Bernini agli studenti abruzzesi. «Ma chi meglio della d’Annunzio incarna la passione e l’emozione?», ha esclamato il ministro.
I TEST DI MEDICINaQuello tra il ministro Bernini e l’Abruzzo è ormai un rapporto stretto, rinsaldato anche dal dono che ieri l’ateneo le ha consegnato: la presentosa d’Abruzzo. «Questa università è una mia coetanea», ha raccontato il ministro, «siamo nate entrambe nel 1965». La visita di Bernini in ateneo avviene in un anno importante: quello in cui è pronta a dominare l’intelligenza artificiale. «Presiederò il G7 della ricerca, innovazione e tecnologia (che si terrà a Bologna, ndr), e che avrà come protagonista l’intelligenza artificiale», ha riferito il ministero, «calcolando che non è una scelta, l’intelligenza artificiale c’è già, quindi noi la dobbiamo semplicemente governare, gestire, darle una dimensione antropocentrica. Deve essere l’uomo a comandare l’algoritmo». Sulla stessa linea del rettore Stuppia, anche il ministro ha puntato il dito sui test a sbarramento per la facoltà di Medicina, di cui la d’Annunzio è leader indiscussa del centro Italia. «Credo che i test di ammissione a Medicina, i Tolc, devono essere aperti e pubblici», ha detto Bernini, «ci deve essere una banca dati in cui pescare, che faccia venire meno tutto quel mercato, ammesso che ci sia, di gestione oscura delle domande e dei test che, invece, devono essere messi subito a disposizione degli studenti per essere studiati».
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