Bidella trovata morta in cantina: nuovi controlli nell’abitazione

I carabinieri per la terza volta nei locali in cui la 60enne fu trovata senza vita lo scorso 15 luglio A Milano accertamenti con la “prova di carico” sul cavo elettrico che era al collo della donna
LANCIANO. “Prova di carico” sul cavo elettrico trovato intorno al collo di Annamaria D'Eliseo. Le indagini sulla morte della 60enne collaboratrice scolastica, trovata senza vita il 15 luglio 2022 nella cantina-garage della sua abitazione in via Iconicella, vanno avanti con gli accertamenti dei carabinieri del Ris. A undici mesi dalla tragedia, resta ancora un mistero il decesso della donna, mamma e nonna amorevole.
L'inchiesta aperta dalla procura di Lanciano non ha ancora preso una direzione certa tra le due ipotesi in piedi, quella del gesto volontario e quella dell'omicidio. Il marito, Aldo Rodolfo Di Nunzio, 71 anni, vigile del fuoco in pensione, resta l'unico indagato a piede libero.
Un punto fermo alla vicenda non sarebbe arrivato neanche dai risultati dell'autopsia, depositati dal medico legale Cristian D'Ovidio. Risposte si attendono dagli esiti delle analisi tecniche irripetibili, iniziate lo scorso 6 dicembre nella caserma “Salvo D'Acquisto”, sede del Ris di Roma, su tutti i reperti sequestrati nel garage.
In questi giorni, intanto, un nuovo accertamento è stato demandato a un reparto investigativo specializzato del Ris di Milano. I militari hanno il compito di accertare la resistenza, la capacità di carico, del cavo elettrico con il quale, secondo la testimonianza del marito (il primo a trovare il corpo senza vita della moglie), la 60enne si sarebbe tolta la vita impiccandosi nella cantina di casa. L'inizio delle operazioni peritali c'è stato martedì. La procura vuole sapere se il rudimentale cappio, che secondo la tesi difensiva sarebbe stato fatto passare attraverso una pignatta rotta del solaio, avrebbe potuto, effettivamente, sostenere il peso della donna.
Nei giorni scorsi, intanto, i carabinieri sono tornati nuovamente nella villa dell'Iconicella, per passare in rassegna, per la terza volta, la rimessa dove Annamaria ha trovato la morte. Nello scantinato, ancora sotto sigilli, sono stati prelevati altri reperti, che saranno analizzati.
«Speriamo che la vicenda possa essere dipanata prima possibile», dice l'avvocato Claudio Nardone, che insieme al collega Fiorenzo Cieri assiste Di Nunzio, «non è una situazione facile, né per il mio assistito né per gli altri familiari, prima di tutto i figli, che vorrebbero che in qualche modo le cose si chiarissero».
I cinque figli della coppia sono patrocinati dall'avvocato Elisabetta Merlino.
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