Bidella trovata morta in garage, il Ris analizza i cavi sequestrati

7 Dicembre 2022

Sono partiti gli esami scientifici sui materiali per far luce sulla scomparsa di Annamaria D’Eliseo Le tracce sui fili elettrici ritrovati al collo della donna potrebbero chiarire la dinamica del decesso

LANCIANO. Sono incentrati sui fili elettrici e sulle tracce presenti su di essi gli esami scientifici che saranno condotti dal Ris di Roma per fare luce sulla morte di Annamaria D’Eliseo. La 60enne collaboratrice scolastica di Lanciano era stata trovata senza vita, lo scorso 15 luglio, nella cantina-garage della sua abitazione in via Iconicella, con dei cavi elettrici intorno al collo. Una morte che, a distanza di quasi cinque mesi, resta avvolta nel mistero. Due sono, infatti, le ipotesi che restano in piedi: quella del gesto volontario della donna e quella dell’omicidio che vede il marito, Aldo Rodolfo Di Nunzio, unico indagato a piede libero. Ieri mattina, nella caserma “Salvo D'Acquisto” in viale di Tor di Quinto, sono iniziate le operazioni peritali sul materiale sequestrato nella villetta dell’Iconicella, come disposto dalla Procura di Lanciano. Si tratta per lo più dei fili elettrici che la donna, in base al racconto del marito, avrebbe utilizzato per mettere in atto il proposito autolesionistico. Scendendo in cantina poco dopo le 13 del 15 luglio scorso, Aldo Rodolfo Di Nunzio, 70enne vigile del fuoco in pensione, avrebbe trovato la moglie appesa al soffitto e avrebbe deposto il suo corpo a terra, prima di chiamare il 112. La sua versione dei fatti ha fin da subito destato più di un dubbio nei carabinieri di Lanciano, chiamati ad esaminare la scena: mancherebbe un punto chiaro di appiglio che la donna avrebbe potuto usare per compiere il gesto estremo, al quale nessuno - figli, amici e colleghe di lavoro - però crede. Sarebbero state individuate una trave grezza e delle pignatte rotte, che la donna avrebbe potuto utilizzare facendo passare, attraverso i fori del laterizio, il filo elettrico con cui si sarebbe in seguito lasciata cadere nel vuoto. Per questo sarà fondamentale anche l’esame dei reperti presenti sui cavi, ovvero tagli, buchi, tracce di cemento o calcinacci. I reperti saranno esaminati per individuare ogni elemento rilevante ai fini dell’indagine. Il reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri ha inoltre a disposizione, per eventuali comparazioni, il Dna prelevato nelle scorse settimane ad Aldo Rodolfo Di Nunzio, oltre a quello della defunta. All’inizio delle operazioni, a Roma, ha voluto essere presente anche l’indagato, accompagnato da uno degli avvocati, Claudio Nardone (l’altro è Fiorenzo Cieri), e dal consulente Riccardo Di Tanna; presenti anche l'avvocato Elisabetta Merlino, che patrocina i cinque figli della coppia, e il consulente Ildo Polidoro. Si prospettano tempi lunghi per gli esiti degli esami scientifici, che proseguiranno nei prossimi giorni. E si attende ancora il deposito della relazione sulla perizia autoptica, eseguita il 21 luglio all’ospedale di Fermo dal medico legale Cristian D’Ovidio, consulente tecnico della Procura.
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