Bilancio bocciato? Il sindaco promette «Eviterò il dissesto»

CHIETI. «Farò di tutto per non mandare in dissesto economico il Comune perché sarebbe una catastrofe per la collettività checché ne dica il centrosinistra che sta facendo solo sciacallaggio e...
CHIETI. «Farò di tutto per non mandare in dissesto economico il Comune perché sarebbe una catastrofe per la collettività checché ne dica il centrosinistra che sta facendo solo sciacallaggio e campagna elettorale. Le tensioni di bilancio non sono da ascrivere neppure per un centesimo alla mia amministrazione». Il sindaco Di Primio è furente dopo che il collegio dei revisori dei conti ha espresso un parere non favorevole al bilancio consuntivo 2013 evidenziando una serie di criticità da sanare in fretta. In particolare, relazione alla mano, i revisori contestano ad alcuni dirigenti comunali di aver ascritto in bilancio entrate non motivandone, però, le modalità di ingresso. «Per questo ho convocato tutti i dirigenti la prossima settimana», spiega Di Primio, «perché, un numero ristretto di loro, osserva una gestione poco corretta del bilancio. Adesso dovranno darsi da fare per rimettere le cose a posto. Dal punto di vista politico abbiamo fatto il massimo». E giù un breve excursus dall’insediamento a palazzo d’Achille in poi. «Quando siamo entrati in Comune abbiamo trovato 20 milioni di euro di debiti e appena 3 milioni di euro accantonati. Se avessi voluto dichiarare il dissesto dell’ente», ammonisce il sindaco, «lo avrei fatto allora ma ho preferito amministrare perché amo la mia città». Un concetto avvalorato da una serie di dati legati al malandato bilancio comunale. «Le sentenze in giudicato arrivate in questi anni sono tutte dovute a contenziosi ereditati. Penso ai 12 milioni di euro da pagare all’Aca, ai 4 milioni di euro da riconoscere alla Provincia per l’affitto di una scuola non pagato ed al contenzioso da 1,5 milioni di euro sorto con la Deco», ricorda Di Primio, «per gli oneri di post chiusura della discarica di Casoni. I problemi di bilancio dell’ente riguardano almeno gli ultimi quindici anni di governo cittadino».
Il sindaco punta il dito anche sul taglio del 75% dei trasferimenti statali. «Malgrado ciò abbiamo ridotto del 50% la spesa del Comune applicando una spending review mai vista prima e abbiamo messo mano ai residui attivi e passivi che gravavano», afferma Di Primio, «sul bilancio comunale». Fiaccato dall’ennesimo parere non favorevole dei revisori dei conti che, per la minoranza, avvicinano a grandi passi il Comune verso il dissesto finanziario. Che il primo cittadino intende scongiurare. «A me converrebbe dichiarare il Comune in pre-dissesto in quanto scaricherei le colpe su coloro che stanno già pensando alla poltrona di sindaco. Ma non abbandonerò la nave dal momento che la dichiarazione di dissesto significherebbe», avverte il sindaco, «una tassazione alle stelle, il blocco dei mutui e delle assunzioni. La città, al contrario di quanto avvenne con il dissesto del ’93, non riuscirebbe a sopportare un colpo del genere».(j.o.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

