Bimbi, come prevenire le malattie respiratorie

28 Settembre 2022

CHIETI. Due giorni dedicati alle malattie respiratorie infantili all’università d’Annunzio con il congresso regionale della Simri (Società italiana di malattie respiratorie infantili), settore...

CHIETI. Due giorni dedicati alle malattie respiratorie infantili all’università d’Annunzio con il congresso regionale della Simri (Società italiana di malattie respiratorie infantili), settore particolarmente bersagliato nell'era Covid. Il congresso si tiene venerdì e sabato ed è organizzato da Francesco Chiarelli, direttore della Clinica pediatrica della università d'Annunzio e componente del Consiglio nazionale della Società Italiana di Pediatria (Sip) e dal presidente regionale della Sip Sabrina Di Pillo, responsabile del Centro regionale di allergologia e pneumologia pediatrica di Chieti. In linea con l’impulso della Simri di operare un forte coinvolgimento dei giovani medici nella vita scientifica, nella prima giornata c’è l’esposizione da parte degli specializzandi della Clinica pediatrica di casi clinici ricchi di contenuti diversificati quali l’asma, l’allergia alimentare, l’anafilassi e la dermatite atopica. Nella giornata successiva intervengono esponenti della Pneumologia pediatrica italiana tra cui il presidente della Simri, Fabio Midulla. Il Centro regionale di allergologia e pneumologia pediatrica rappresenta un punto di riferimento di Chieti per tutti i bambini con patologie respiratorie, allergie alimentari e da farmaci, anafilassi, deficit immunologici, con una media di circa 7.000 prestazioni l’anno creando mobilità attiva per circa il 40%. «L’asma è la patologia cronica più frequente in età pediatrica», riferisce Di Pillo, «secondo un documento del gruppo Gard (Global Alliance for Respiratory Disesases) Italia, la prevalenza dell’asma in età pediatrica è di circa il 10% e ha notevoli ricadute sulla società, sia in termini di spesa sanitaria che di assenze scolastiche e lavorative». Un altro argomento che verrà dibattuto è la reale diffusione del long Covid tra bambini e adolescenti, che varia dal 4 al 60% a seconda degli studi, peraltro molto eterogenei. «Sono necessari ulteriori studi», dice Chiarelli, «non solo per definire la reale prevalenza del long Covid nei bambini, ma anche per comprendere meglio questa malattia. Al momento non esistono cure standardizzate. La vaccinazione appare fondamentale».
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