Bimbi diabetici, a Chieti 600 casi

14 Maggio 2014

In Pediatria il centro di riferimento regionale che sforna un manuale per la cura dei più piccoli

CHIETI. Qualificare l’assistenza sanitaria dei bambini diabetici ed assicurare ai piccoli malati un futuro migliore. É lo scopo del Manuale operativo sull’assistenza diabetologica in età pediatrica italiana: un volume di 120 pagine in cui, in modo semplice e divulgativo, viene proposto un modello organizzativo di riferimento per l’attuazione del Piano nazionale sulla malattia diabetica. Principale autore del manuale, di cui ha recentemente parlato anche Il Sole 24 ore, è Stefano Tumini, coordinatore nazionale del Gruppo di studio sul diabete della società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica (Siedp) per il biennio 2012-2013, nonché responsabile del Servizio regionale di diabetologia infantile della clinica pediatrica di Chieti. Una struttura di riferimento regionale che annualmente assiste oltre 600 bambini affetti principalmente da diabete di tipo 1 (insulino-dipendente) con l’importante funzione di supportare il difficile percorso dei piccoli pazienti e delle loro famiglie.

«Le sfide per la sostenibilità del sistema sanitario nazionale impongono di ottimizzare le risorse al fine di garantire equità di accesso alle cure per le generazioni attuali e future », dice Tumini, «in tal senso, la cura del diabete in età pediatrica rappresenta nel nostro Paese una sfida metodologica e culturale che può essere presa come modello di riferimento per l’assistenza di tutte le patologie croniche».

Ecco il senso del Manuale sull’assistenza diabetologica in età pediatrica, che fornisce preziose indicazioni sui percorsi di cura di una malattia sempre più diffusa, con un tasso di incremento annuo del 3-4% al di sotto dei 4 anni di età. Due i temi che emergono: la necessità dell’integrazione tra le diverse strutture sanitarie (centri di diabetologia e pediatria di base) e l’importanza dell’autogestione domiciliare affidata alla malattia affidata alle famiglie e l’inserimento del bambino nella scuola e nelle diverse attività di socializzazione, comprese quelle sportive. «Nella cura e nell’assistenza del malato diabetico ha un ruolo importante il territorio», spiega Tumini, «Mi riferisco non solo ai pediatri di libera scelta che hanno una funzione fondamentale nella prevenzione delle complicanze, ma anche ai dirigenti scolastici e agli insegnanti che devono essere formati con apposite strategie all’accoglienza consapevole dei bambini malati». Un’assistenza che mette al centro le esigenze del paziente - e non delle strutture – ma che nei fatti si scontra paradossalmente con una realtà ostile».

«Il manuale è uno strumento operativo che recepisce gli indirizzi del Piano nazionale della malattia diabetica», sottolinea Tumini, «un piano importantissimo che, però, pur essendo stato recepito da alcune regioni italiane tra cui l’Abruzzo, è rimasto nei fatti lettera morta».

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