Bimbo autistico, la Asl si fa carico dell’assistenza

San Salvo, ascoltato in commissione vigilanza il direttore sanitario Orsatti Il piccolo senza cure da cinque mesi. Febbo: una soluzione prima di Natale
SAN SALVO. Si avvia a soluzione il caso del bambino di 3 anni di San Salvo affetto da una grave forma di autismo, eppure lasciato per mesi senza una assistenza adeguata. Ieri mattina il direttore sanitario della Asl, Vincenzo Orsatti, ha assicurato al presidente della commissione vigilanza, il consigliere regionale Mauro Febbo(FI), il proprio personale interessamento. Più volte visitato da esperti e specialisti, davanti a una diagnosi drammatica, il piccolo avrebbe dovuto ricevere da tempo cure e assistenza adeguata, così come prescritto dalla legge 134 del 2015.
Ma nonostante il suo problema sia riconosciuto, il bambino non ha ricevuto ancora alcuna terapia adeguata. «Il direttore mi ha spiegato che alla onlus che avrebbe dovuto occuparsi del piccolo le assegnazioni erano esaurite. L’assistenza domiciliare, tuttavia, è stata sconsigliata da tutti gli esperti e non risolverebbe un caso così drammatico. Il direttore Orsatti mi ha garantito che si farà carico del problema cercando di trovare una soluzione nel più breve tempo possibile», spiega Febbo al termine della riunione della commissione convocata per aiutare il piccino a ricevere una speranza di vita e le cure che gli spettano di diritto.
«Quel bambino è una creatura indifesa di soli 3 anni che ha diritto di essere aiutata. Il rimbalzo di responsabilità andato avanti per mesi non era più sopportabile», afferma il consigliere regionale che ora attende fiducioso l’avvio delle cure. Il bambino è affetto da una grave forma di disturbo dello spettro autistico, confermata dai certificati degli specialisti che lo hanno visitato. Dal 10 agosto scorso i genitori hanno cominciato ad aspettare inutilmente l’assistenza. Visitato da uno specialista dell’Unità di valutazione multimediale del distretto di San Salvo, al piccolo è stata prescritta e autorizzata l’attività riabilitativa semi-residenziale intensiva. Il bambino è stato visitato anche da un operatore del Centro regionale di riferimento che ha evidenziato un preoccupante peggioramento. «È assolutamente necessario partire con le cure», rimarca Febbo. Davanti alla disperazione dei genitori un legale dell’Associazione Autismo Abruzzo ha diffidato la Asl e la Regione sollecitando un rapido avvio delle terapie. La Asl adesso ha promesso l’attuazione dell’assistenza. «Il mio desiderio è veder risolto il caso prima di Natale», conclude Mauro Febbo. Il consigliere regionale continuerà a seguire personalmente la vicenda verificando che le promesse ricevute vengano mantenute. (p.c.)
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