Bimbo di 3 anni morto soffocato a San Salvo, la scoperta: ha lividi sul corpo

13 Aprile 2016

Per il padre sono i postumi di una caduta. La procura di Vasto apre un’inchiesta per omicidio colposo

SAN SALVO. Muore soffocato a tre anni. Tragedia a San Salvo. Ma il piccolo ha lividi sul corpo. Il papà ha dichiarato che se li è procurati cadendo dalle scale. La Procura, però, apre un’inchiesta contro ignoti per omicidio colposo. Neppure la corsa verso il San Pio è riuscita a salvare,ieri mattina, Alessandro, un bimbo di 3 anni. Il piccolo è morto mentre si trovava da solo nella sua cameretta. La tragedia ha scosso l’intero paese. Il bambino abitava con due sorelle gemelle di 5 anni e il papà, A.C., operaio al momento senza lavoro, originario di Cupello. La mamma, una nordafricana, ha lasciato l’Italia e il marito qualche mese fa. La Procura di Vasto ha aperto un’inchiesta per appurare le cause della morte di Alessandro. Un atto dovuto. Al momento l’ipotesi più accreditata è quella dell’arresto cardiaco.

Ma non è escluso, come emerso dalle prime ricostruzioni, che il bambino possa avere ingerito qualcosa, non sia riuscito ad ingoiarlo e questi lo abbia soffocato. Il sostituto procuratore Gabriella De Lucia ha disposto l’autopsia affidando l’incarico al medico legale Pietro Falco. L’esame sarà eseguito non appena sarà rintracciata e messa al corrente dell’accaduto la madre della piccola vittima. Raggiunto dalla giornalista Rai, il papà si è rifiutato di parlare: «Non ho nulla da dichiarare», ha detto telegrafico, «è una tragedia». Scuote la testa una vicina di casa dell’operaio. L’uomo abita in via Madonna delle Grazie, a due passi dal centro storico.

I vicini non vogliono parlare ma assicurano che A.C. si è sempre preso cura dei figli nel migliore dei modi. «Eppure una delle due gemelle ha grossi problemi», afferma un conoscente. Di certo la vita ultimamente non è stata molto generosa con lui. Nonostante la separazione dalla moglie e il lavoro saltuario i conoscenti dicono che non ha mai trascurato i suoi figli. Il figlio minore era molto bello. Un bimbo vivace e attento. Un bambino all’apparenza sano senza problemi di salute.

A.C. ha raccontato ai carabinieri che ieri mattina il piccolo non ha voluto fare colazione. Forse stava già male. L’uomo ha pensato che non avesse fame per una banale indigestione. Non ha insistito. Il bambino si è allontanato ed ha raggiunto la cameretta. Dopo qualche minuto, non sentendo la voce del figlio, l’uomo è andato a controllare ed ha scoperto che il bambino era privo di sensi. Ha provato a risvegliarlo in tutti i modi. Lo ha scosso. Ha premuto sul torace per risvegliare il cuore. È stato tutto inutile. A quel punto ha chiesto aiuto al 118. È seguita la corsa verso l’ospedale.

Quando il bambino è arrivato al San Pio i medici hanno capito che non potevano fare più nulla, ma hanno notato dei lividi sul corpo. A.C. ha dichiarato che il figlio il giorno prima era caduto dalle scale. I carabinieri hanno rimesso un dettagliato rapporto nelle mani del magistrato. I militari al momento parlano di tragedia ed hanno alzato un muro di silenzio sulla vicenda. Il corpo del bimbo è stato ricomposto nell’obitorio del San Pio.

Le autorità stanno cercando di ritracciare la madre. Non appena la donna arriverà a Vasto sarà eseguito l’esame autoptico che, si spera, chiarirà i motivi della morte. Al momento la vicenda è un giallo. Per rispetto al dolore del padre nessuno a San Salvo vuole esprimere giudizi o opinioni. «La morte è sempre un evento doloroso. Diventa straziante se ad andare via è una creatura di soli 3 anni che stava appena imparando l’arte di vivere», è il commento di un’anziana».

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