Bimbo morto, letale la malattia congenita

10 Marzo 2018

San Salvo. Gli esami sul piccolo escludono traumi o soffocamento: nessuna responsabilità del papà

SAN SALVO. 13 aprile 2016: Alessandro, un bimbo di 3 anni, muore dopo una caduta nella sua cameretta. A distanza di quasi due anni la vicenda è stata archiviata. Il bimbo morì per una patologia congenita. A trovarlo senza vita e a chiamare invano i soccorsi fu il padre. L’uomo fu indagato. Un atto dovuto. Ma già dai primi esami fu esclusa ogni forma di violenza o di soffocamento. La responsabilità del genitore è stata definitivamente e totalmente esclusa.
Alessandro era malato anche se nessuno se n’era mai accorto. I malesseri e l’inappetenza che avevano preceduto il decesso erano campanelli d’allarme, ma nessuno lo capì. Chi conosce il papà di Alessandro assicura che a distanza di tempo il dolore dell’uomo è immutato, lacerante. Unica consolazione, l’acclarata innocenza. I risultati della perizia del medico legale Pietro Falco hanno portato all’archiviazione del caso. Gli esami eseguiti hanno accertato che le cause della morte del bambino sono riconducibili a una malattia congenita mai diagnosticata. Un fatto più frequente di quanto si possa pensare. La tragica morte del capitano della Fiorentina, Davide Astori, lo dimostra.
Il piccolo venne trovato dal papà già privo di vita. L’autopsia, per la verità, escluse subito la morte violenta. Sul corpo di Alessandro non furono trovati infatti segni o traumi letali. Il medico legale escluse anche il decesso per soffocamento: i polmoni del bambino erano puliti. Il prelievo di organi e tessuti del bambino hanno confermato la patologia. Grande la soddisfazione dei legali dell’indagato. L’avvocato Giovanni Cerella ha sempre caldeggiato l’ipotesi del malore letale. Come lui chi conosce l’uomo. A San Salvo assicurano tutti che il papà di Alessandro ha sempre accudito i tre figlioletti con cura e amore. La madre del bambino, nordafricana, vive all’estero. L'uomo dal giorno della morte del figlioletto non si dà pace. I risultati dell’autopsia, di fatto, lo hanno sollevato da ogni responsabilità. «È sempre stato vicino ai figli (oltre ad Alessandro, ha due gemelle di un anno e mezzo, ndc), accudendoli con grande affetto», ripete l’avvocato Cerella. (p.c.)
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